Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Riforma Consiglio: la posizione dell’Italia

L’Italia guarda a una riforma che renda il Consiglio di Sicurezza piu` rappresentativo, trasparente, inclusivo, democratico ed efficace. Il nuovo Consiglio  dovra’ essere capace non solo di riflettere gli attuali equilibri internazionali, ma anche di adattarsi ai futuri cambiamenti del sistema internazionale: un obiettivo condiviso con gli altri paesi che si riconoscono nelle posizioni di Uniting for Consensus (UfC) realizzabile solo attraverso un processo di riforma che non consideri l’ampliamento a nuovi membri permanenti come l’unica alternativa, ma che faccia invece propri i principi di inclusivita` e responsabilità`. Queste le linee guida:

– un Consiglio piu` rappresentativo, che rifletta l’etereogeneita` e il pluralismo del sistema internazionale contemporaneo. A tal fine, porre rimedio alla sottorappresentanza in Consiglio di Sicurezza dell’Africa e di altre regioni, cosi` come degli Stati piccoli, costituisce una priorità. Rendere il Consiglio piu` rappresentativo significa anche fare in modo che tutti gli stati membri dell’Onu, in particolare gli Stati di dimensione media e piccola, abbiano l’opportunita` di essere eletti in Consiglio e, di conseguenza, di dare voce alle proprie posizioni e interessi, contribuendo cosi’ al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali;

– una riforma comprensiva. C’e` una tendenza diffusa ad equiparare la riforma del Consiglio di Sicurezza con la sola espansione del numero dei suoi Stati membri. Quest’ultima e` senza dubbio una questione cruciale, ma non l’unica componente di una riforma durevole e democratica. La maggioranza degli Stati membri dell’Onu e’ interessata, ad esempio, ad ottenere una riforma dei metodi di lavoro del Consiglio, a partire da una maggiore trasparenza e incisività` del suo processo decisionale. Un obiettivo cardine della riforma, inoltre, deve essere quello di ampliare e potenziare le disposizioni della Carta Onu in materia di rapporti tra il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale, nella quale siedono tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Appare altresì opportuno avviare una realistica revisione del potere di veto e delle sue possibili limitazioni;

– sostegno piu` ampio possibile. Per compiere sostanziali progressi nei negoziati e` di fondamentale importanza ricercare il sostegno politico piu` vasto possibile. Solo una riforma inclusiva, che raccolga potenzialmente il consenso di tutti gli Stati membri, puo` essere dotata di quella legittimita` necessaria per dar vita a un Consiglio piu` credibile ed efficace;

– principi di responsabilita’, rotazione ed elezione, nel nome di una riforma democratica. Il Consiglio di Sicurezza deve in primo luogo essere sempre piu’ responsabile davanti alla totalità degli Stati membri delle Nazioni Unite. La riforma, pertanto, dovrebbe prendere in considerazione gli interessi legittimi della totalità dei membri dell’Onu; non quelli di una sua ristretta minoranza;

– inclusivita`, in quanto solo un Consiglio inclusivo puo` davvero essere piu’ rappresentativo, piu’ legittimo e piu’ efficace.

Ispirandosi a tali principi, Italia e Colombia, entrambi membri di UfC, hanno presentato una nuova piattaforma per la riforma del Consiglio di Sicurezza nell’aprile 2009. Tale proposta ha un carattere comprensivo; essa offre una soluzione realistica che puo` essere accettata da tutti gli Stati membri dell’ONU e un concreto tentativo di raggiungere una riforma in tempi brevi.

L’approccio regionale che trova spazio nella nuova piattaforma, inoltre, riflette l’impegno dell’Italia in favore di una maggiore rappresentanza istituzionale dell’Unione Europea in Consiglio di Sicurezza. Il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1 dicembre 2009, rafforza i contenuti e il coordinamento della politica estera comune dell’Unione Europea, rilanciandone ulteriormente la capacita` di proiezione esterna. L’Italia e’ favorevole a un’aumentata voce per l’Unione Europea nel Consiglio di Sicurezza, in vista di un futuro seggio unico europeo.

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts