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Cooperazione: riforma arriva alle Camere

Pistelli: non carrozzone ma vascello corsaro

Cambiano le regole per la cooperazione: dopo 27 anni – se il Parlamento licenzierà la proposta del viceministro Lapo Pistelli – gli aiuti pubblici allo sviluppo saranno regolati da una Agenzia sul modello britannico per rendere più agile il meccanismo. Cambierà anche il nome ufficiale della Farnesina: si chiamerà “Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale”.

“E’ una riforma stesa e importante che da’ il senso della priorità’ che vogliamo dare di nuovo al capitolo della cooperazione”, ha detto il premier Enrico Letta. Soddisfatto Pistelli al termine del Consiglio dei Ministri del 24 gennaio che ha approvato il ddl: “Scriviamo un capitolo importante in vista della presidenza italiana del Consiglio europeo e di Expo 2015. Ci allineiamo sul piano delle regole e delle risorse ai grandi modelli europei che sono davanti a noi”. La “vera, grande” novità, ha sottolineato, è la nascita di una nuova struttura di gestione, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo Sviluppo.

UnknownL’Agenzia alla quale darà vita il ddl “non sarà un carrozzone ma un vascello corsaro, visto il rapporto con le altre agenzie europee” , ha detto Pistelli, e allo stesso tempo “renderà ancora più efficace la spesa” nel capitolo cooperazione.  Il ddl che riforma la legge 49 del 1986 si basa essenzialmente su tre pilastri: la definizione di una nuova architettura di governance del sistema della cooperazione, che viene definita come parte integrante della politica estera; l’istituzione di un’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo; la previsione di un rapporto di partecipazione del Parlamento.

 

Ora il ddl e’ in mano alle Camere per l’approvazione definitiva ed eventuali modifiche. Ma il fatto stesso che sia l’esecutivo a proporre un proprio progetto in materia è, di per sé, un risultato di portata storica.  L’atmosfera, tra gli operatori del settore no profit e non solo, è di cauta soddisfazione anche se tutti sottolineano la necessità di valutare attentamente il testo che sarà licenziato: è da anni infatti che le Ong, i tecnici e altri attori di primo piano chiedono una riforma e strumenti di intervento al passo coi tempi.

La nuova Agenzia si ispira alla Dfid (Department for International Development) che gestisce la cooperazione in Gran Bretagna. Un organismo che opererà sotto la regia del Cics, il Comitato Interministeriale per la Cooperazione e lo Sviluppo, presieduto dal Presidente del Consiglio e composto da ministero degli Esteri con viceministro con delega, ministro dell’Economia, dell’Ambiente, della Difesa e dello Sviluppo.

Positivo, pur ammettendo la necessità di “qualche modifica”, il giudizio complessivo della bozza di riforma da parte di Nino Sergi, di Intersos e Link2007 per cui “l’inversione di tendenza inaugurata dal ministro Riccardi, nel 2011, sta portando i suoi frutti e una rinnovata consapevolezza dei ritardi italiani sul percorso della cooperazione internazionale”. “Nel testo della riforma circolata tra novembre e dicembre – sottolinea Sergi – è presente una visione diversa, aggiornata, degli strumenti e delle strategie utili nel settore dello sviluppo internazionale. Se il testo che verrà approvato confermerà questa concezione, garantendo autonomia di gestione e di bilancio all’agenzia e un riferimento politico chiaro nella figura di un viceministro per la cooperazione, prevedo sviluppi positivi”.

 

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts