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Siria: Bonino, la piu’ complessa, costosa crisi umanitaria

Oggi a Roma conferenza con Valerie Amos

“La più grave crisi umanitaria dei nostri tempi, la più complessa e costosa”. In un editoriale su La Stampa la ministro degli Esteri Emma Bonino prepara la riunione convocata dall’ONU oggi a Roma sull’accesso umanitario per definire alcune misure che possano mettere fine alle attuali gravissime e intollerabili violazioni del Diritto umanitario internazionale.

“Il ghiaccio si scioglie piano: così, facendo uno sforzo di ottimismo, il mediatore dell’Onu Lakhdar Brahimi ha commentato l’andamento dei colloqui di pace di Ginevra tra il regime e l’opposizione siriana”, scrive la Bonino. La crisi siriana è ormai entrata nel terzo anno e ha provocato conseguenze devastanti per 9 milioni di civili innocenti. Circa 130 mila persone sono già morte; 2,3 milioni sono i siriani fuggiti nei Paesi confinanti e 6,8 milioni gli sfollati interni.

b990329s“È la più grave crisi umanitaria dei nostri tempi, la più complessa e costosa: le Nazioni Unite hanno chiesto risorse per altri 6,5 miliardi di dollari”, commenta la ministro degli Esteri ricordando che “l’Italia e l’Unione Europea – il primo donatore – sono in prima fila nell’immane sforzo di risposta alle pressanti esigenze umanitarie”. Ma le risorse servono a poco – osserva la Bonino – se l’aiuto non può raggiungere tutte le comunità. In Siria ci sono al momento centinaia di migliaia di civili stretti in un assedio mortale senza beni di prima necessità; le immagini clandestine che ci arrivano sono raccapriccianti. Come alleviare una situazione così drammatica? Solo attraverso il cessate il fuoco e l’accesso immediato di aiuti umanitari nelle zone isolate da tempo, a partire da Homs ma anche Nabul e Zahraa, vicino ad Aleppo, e il campo profughi palestinese di Yarmouk dove 18 mila persone sono allo stremo.

Il “meeting umanitario” promosso dall’Onu era stato annunciato dalla Bonino, all’indomani della Conferenza internazionale “Ginevra 2” di Montreux. In Siria – e’ la posizione dell’Italia espressa dalla Bonino – il “cessate il fuoco è priorità”, perché siamo di fronte ad una “catastrofe gigantesca” che rende necessario l’accesso umanitario. Ci sono “zone inaccessibili, morti per fame”, e il grande esodo dei rifugiati che rende critica la situazione di Giordania e Libano, ha aggiunto Bonino.

“L’Italia vuole essere pronta non appena si apre uno spiraglio politico”, scrive sul giornale torinese la responsabile della Farnesina: “Mi rivolgerò insieme a Valerie Amos, Sottosegretario alle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari e Kristalina Georgieva, Commissario europeo per gli aiuti umanitari, ai rappresentanti dei Paesi della regione in grado di svolgere un’opera di persuasione su tutte le parti in conflitto – che si sono assunte una responsabilità morale enorme rimanendo finora sorde a qualsiasi appello – affinché si possa immediatamente mettere fine alla mattanza di civili innocenti, soprattutto donne, anziani e bambini, e procedere a una demilitarizzazione di scuole e ospedali. Questo sforzo è dettato non solo da un imprescindibile imperativo morale ma anche dalla consapevolezza che è pure un contributo alla sicurezza loro e nostra. La situazione attuale rappresenta un vero rischio: tra i milioni di persone che si spostano possono celarsi terroristi e trafficanti. Non mi nascondo le straordinarie difficoltà nel negoziato partito a Ginevra, in particolare la nascita di un governo transitorio traghetti il Paese attraverso un periodo di consolidamento della pace verso elezioni democratiche. La complessità e durezza dello scontro nel mondo musulmano è evidente e ci vorrà tempo perché maturi una soluzione politica” ma “e’ già passato troppo tempo, non consegniamo la tragedia siriana all’oblio generale”.

Fino ad oggi il contributo italiano per far fronte all’emergenza umanitaria in Siria ammonta a 26,6 milioni di euro, con interventi a favore della popolazione sfollata in Siria e sostenendo gli sforzi dei Governi dei Paesi limitrofi di Giordania, Libano, Turchia ed Iraq che hanno accolto i profughi siriani. Il 42,32% di questo contributo è andato al Libano, seguito da Siria (28,28%), Giordania (18,96%), Turchia (7,58%) e Iraq (2,86%). Dal punto di vista della tipologia di intervento la risposta della Cooperazione italiana alla crisi siriana si è articolata in un 53,43% destinato agli organismi internazionali, con il 38,25% destinato invece alla cooperazione bilaterale e il restante 8,32% andato a finanziare i trasporti dal deposito di Brindisi.

La Cooperazione Italiana ha attuato interventi per 19 milioni di euro a sostegno dei Governi dei Paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia e Iraq, dove si registra il più alto numero di rifugiati siriani: alle operazioni di primo soccorso all’assistenza alimentare, dall’assistenza psico-sociale per i più piccoli a quella tecnica e di coordinamento destinata alle comunità ospitanti. Igiene, ambiente e salute sono stati, inoltre, sempre al centro degli interventi della Cooperazione italiana, effettuata con la collaborazione di organismi internazionali (UNHCR, OMS) oltre che di Ong straniere (OIM, Mezza Luna Rossa turca) e italiane (Oxfam Italia, Cisp, Gvc, Avsi, Intersos). Il supporto in Siria, articolato fin da subito per fornire assistenza ai siriani colpiti dalla crisi, si è articolato in 7,5 milioni di euro destinati a una vasta gamma di interventi:operazioni di primo soccorso, assistenza alimentare e nutrizionale, assistenza psico-sociale, sminamento umanitario (in collaborazione con UNMAS), coordinamento umanitario, operazioni multi-settoriale e nel campo della salute e dell’agricoltura.

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts