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India: peacekeeping, alcuni paesi hanno agenda coloniale

L’India denuncia l’agenda di alcuni Paesi che “vogliono sfruttare le operazioni di pace sotto le bandiere Onu per farci tornare all’era pre-coloniale”. Senza far nomi, si e’ espresso cosi’ il Rappresentante Permanente indiano Asoke Kuma Mukaji intervenendo a New York nel dibattito inaugurale della commissione sul Peacekeeping (C-34). Una frase, nel discorso dell’Ambasciatore, che indirettamente getta luce sulla mentalità di Delhi e sulle ragioni dell’ostinazione degli indiani nel caso dei maro’ detenuti in India da due anni senza incriminazione.

Secondo Mukaji, “cambiamenti fondamentali nel modo con cui le Nazioni Unite usano le operazioni di pace stanno avvenendo senza trasparenza o discussione specialmente con i paesi contributori di truppe”. Il peacekeeping, si legge nel discorso postato sul sito Facebook della rappresentanza indiana all’ONU, “e’ diventata una soluzione ‘one size fits all’ per problemi politici profondamente radicati, anziche’ un sentiero per riportare la pace e la sicurezza”. L’ambasciatore indiano  ha preso  le distanze da questo approccio: “Altrimenti diventeremmo complici di quanti vogliono sfruttare il peacekeeping Onu per farci tornare all’era precedente alla de-colonizzazione”.

Analoghe ansie post-coloniali erano emerse in India in altre vicende internazionali: ad esempio dopo il fermo il 12 dicembre a New York della vice-console Devyani Khobragade per aver pagato ad un’ex domestica una frazione della somma promessa nella dichiarazione del visto e successivamente nella minacciata chiusura del club per expat dell’ambasciata americana a Delhi. “Se ci sbattono in faccia le loro regole possiamo farlo anche noi”, aveva commentato all’epoca con il Washington Post K.C. Singh, ex diplomatico e commentatore di politica estera secondo cui la polemica sul club andava oltre i regolamenti: in gioco e’ l’orgoglio nazionale di un paese che soffre di “paranoia post-coloniale” ogni qual volta percepisce un trattamento ingiusto all’estero.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts