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Cardi: contro MGF è cruciale educazione

Oltre ai Paesi che finanziano insieme con l’Italia il programma congiunto UNFPA/UNICEF contro le mutilazioni genitali femminili, che sono l’Irlanda, la Norvegia, l’Austria, la Svizzera, il Lussemburgo e l’Islanda, tutti i partner dell’Unione Europea, in generale, condividono con l’Italia la forte attenzione al problema, ma “certamente noi siamo in prima linea. Questo è riconosciuto da tutti”. Lo ha detto il Rappresentante Permanente d’Italia all’Onu Sebastiano Cardi in una intervista a Gianna Pontecorboli di Lettera 22 e del Corriere del Ticino.

I diplomatici della Rappresentanza Permanente d’Italia hanno organizzato oggi all’Onu con i colleghi del Burkina Faso , a margine della sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile, un evento per mantenere alta l’attenzione sull’argomento, anche in vista della presentazione della seconda Risoluzione alla prossima Sessione dell’Assemblea Generale a dicembre 2014.

“Ci concentreremo su un aspetto cruciale del problema: l’educazione. Metteremo insieme le esperienze educative dei governi, delle varie agenzie delle Nazioni Unite e della società civile nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. L’Africa è il continente giovane per eccellenza. In questo caso più che mai, quindi, educare le giovani e i giovani nell’eta’ della formazione significa prevenire su larga scala”, ha detto Cardi, secondo cui l’impegno dell’Italia in questa battaglia, anche in termini di iniziative e programmi di cooperazione allo sviluppo, “e’ di anni antecedente all’adozione della prima Risoluzione delle Nazioni Unite, in quanto costituisce una delle priorita’ in materia di diritti umani, che tutti i Governi che si sono succeduti hanno fatto propria, indipendentemente dal loro orientamento politico”.

Cruciale e sinificativo l’impegno del Burkina Faso e più in generale dell’Africa: “Grazie all’azione convinta avviata in ambito ONU da pochi Paesi, tra cui l’Italia  – ha spiegato l’Ambasciatore – sono state create le condizioni per l’assunzione di un ruolo attivo nella campagna da parte dei singoli Paesi interessati al fenomeno delle MGF”. Da allora, numerosi sono oggi i Paesi africani che apertamente e in maniera proattiva sostengono questa battaglia di civilta’, come non avevano mai fatto prima. Tra questi, il Burkina Faso, grazie anche all’impegno personale della first lady Madame Campaore’, che e’anche la Presidente della “Global Campaign to Ban FGM”, e’ da anni in prima linea. “Ma numerosi altri – ha sottolineato Cardi – sono oggi i Paesi africani che hanno fatto dell’eradicazione di questa pratica nefasta un obiettivo di politica interna, sostenuti nei loro sforzi dal lavoro delle Agenzie delle Nazioni Unite: “I Paesi Africani sono oggi attivamente impegnati con azioni di sensibilizzazione e di advocacy, coscienti dell’importanza di far leva sulla societa’ civile per sradicare all’interno le tradizioni culturali e religiose che tuttora giustificano tale pratica”.

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts