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Ginevra: Forests for Fashion per una moda sostenibile

 

Anche come vestiamo tutti i giorni può fare la differenza nella creazione di un mondo sostenibile. Il 21 marzo, in occasione della Giornata delle Foreste, presso il Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, si è tenuto l’evento Fashion For Forests – Forests for Fashion, un appuntamento che ha unito moda, ecologia e arte per mandare un semplice ma vitale messaggio: anche la moda può e vuole contribuire fattivamente nella cultura eco del mondo.

Un messaggio che è stato racchiuso nella performance che ha visto protagonista l’opera Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, sotto la quale alcuni ballerini hanno danzato indossando abiti e accessori realizzati con tessuti e materiali ricavati dal legno, disegnati da oltre 15 stilisti e artisti che hanno collaborato con Città dell’Arte e la sua piattaforma Fashion B.E.S.T. (in mostra fino al 15 aprile). La sfilata-evento è stata ipreceduta da una conferenza che ha visto protagonista non solo la politica ma anche gli operatori della moda con interventi di Mario Boselli e Jane Reeve, rispettivamente Presidente e CEO della Camera della Moda Italiana, Rossella Ravagli, che cura la corporate social and environmental reponsibility di Gucci e Xenya Cerny-Scanlon, fondatrice del blog Green Stiletto, oltre a Paola Deda, capo di Unece/Fao Joint Forestry and Timber Section, che aveva organizzato l’appuntamento.

Il programma e’ sotto l’ombrello della Commissione Economica dell’Onu per l’Europa e della Fao con il sostegno del governo svizzero e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso la Sede Onu di Ginevra. Il focus sono tessuti innovativi derivati dalla polpa di legno e come contribuiscono a una economia più “eco-friendly” pur essendo commerciabili e alla moda. Il messaggio e’ semplice: “Le nostre scelte, anche quando ci vestiamo, possono fare una differenza e portarci verso un mondo più sostenibile”.

La moda per la verita’ non e’ sempre sostenibile: spesso promuove un modello di consumo eccessivo, che solo le parti più ricche del mondo si possono permettere, spesso usa materiali non ecologici e sforna i suoi prodotti grazie a condizioni di lavoro indecorose. Puo’ pero’ essere anche veicolo di cambiamento perche’ il suo messaggio si diffonde rapidamente, le sue idee sono seguite, i prodotti largamente acquistati e usati. Quanto ai materiali, potrebbe abbracciare scelte più ecologiche: questo e’ il punto di incontro di moda e foreste, il modo in cui le foreste possono sostenere una moda sostenibile.

Molte fibre di cellulosa prodotte  dalla polpa di legno come lyocell/tencel e rayon sono usate nell’industria della moda perche’ naturali, morbide, forti e perche’ sono, o possono essere prodotte, in modi piu’ sostenibili, a differenza dei sintetici. Questi tessuti sono anche, per questa ragione, una ottima alternativa alla lana e al cotone. Il processo di lavorazione puo’ essere ecologico, i prodotti sono facilmente riciclabili.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts