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Pena di morte: Amnesty con Italia e Ue per moratoria

Amnesty International affianchera’ i Paesi come l’Italia e il resto della Ue nella battaglia per far crescere le adesioni alla moratoria sulla pena di morte che andrà in discussione il prossimo autunno davanti all’Assemblea generale. Lo ha detto Jose’ Luis Diaz, un rappresentante dell’organizzazione umanitaria, presentando al Palazzo di Vetro il rapporto 2013 sulle condanne a morte e le esecuzioni nel mondo.

L’ultima martoria, nel 2012 era stata approvata con 111 voti a favore (erano: 108 nel 2010; 105 nel 2008; 104 nel 2007), 41 contro (erano: 41 nel 2010; 47 nel 2008; 54 nel 2007), 34 astensioni (erano: 36 nel 2010; 34 nel 2008; 29 nel 2007) e 7 assenti al momento del voto (erano: 7 nel 2010; 6 nel 2008; 5 nel 2007). “Faremo una lobby intensa per aumentare il numero dei paesi che sottoscriveranno la moratoria”, ha detto Diaz ricordando che, seppure non avendo valore vincolante, le risoluzioni dell’assemblea generale rivestono “l’importante autorità morale” del pronunciamento della comunità internazionale. Secondo Amnesty il numero crescente di adesioni negli scorsi anni ha già avuto un qualche effetto nell’indurre opinioni pubbliche e governi a rinunciare a questo barbaro strumento di giustizia.

E tuttavia il rapporto di Amnesty non invita all’ottimismo. Nel 2013 sono state eseguite 778 condanne a morte in 22 Paesi, quasi 100 in piu’ – pari a un aumento del 15 per cento – rispetto al 2012, con Cina, Iran e Iraq che detengono il primato dei peggiori Paesi in tema di diritti umani. Amnesty International, nel rapporto 2013, lancia l’allarme e denuncia un’inversione di tendenza rispetto al ventennale trend che ha visto ridursi progressivamente le esecuzioni capitali e il numero di Paesi nei quali la pena di morte è legale.

Sono state 369 le esecuzioni in Iran e 169 in Iraq. Non si conoscono invece con certezza i dati relativi alla Cina, che Pechino cerca di schermare. Secondo Amnesty si tratta di migliaia di persone messe a morte. Drammatici anche i numeri dell’Arabia Saudita, 79 esecuzioni, e quelli degli Stati Uniti, con 34 condanne a morte eseguite. Nel 2013 le esecuzioni hanno avuto luogo in 22 Paesi, uno in più rispetto al 2012. L’altra cattiva notizia è che Indonesia, Kuwait, Nigeria e Vietnam hanno ripristinato l’uso della pena di morte dopo anni.

Alla fine del 2013 almeno 23.392 detenuti erano nel braccio della morte. Una delle poche buone notizie è che tre Paesi che avevano seguito sentenze capitali nel 2012 non hanno ‘giustiziato’ detenuti nel 2013: Emirati Arabi Uniti, Gambia e Pakistan. E che commutazioni e grazie nel 2013 sono state registrate in 32 Paesi. Nel 2012 erano stati 27. Resta un dato di speranza: 140 Paesi del mondo, più di due terzi del totale, sono abolizionisti per legge o di fatto. 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts