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Caschi blu: tecnologie e innovazione, seminario a NY

Un Falco della Selex ES

NEW YORK – Tecnologie e innovazione nel peacekeeping: dai “droni per la pace” della Selex Es in Congo ai sistemi all’infrarossi a bordi di aerei e elicotteri della stessa missione Monusco (UN Organization Stabilization Mission in the DRC) mentre in Mali nuove tecnologie potrebbero assistere i caschi blu di Minusma (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) a non sprecare riserve idriche in condizioni di estrema aridita’ generando acqua dall’umidità’ dell’area di Kidal. L’introduzione di attrezzature high-tech nel peacekeeping sono da tempo parte integrante del dibattito su come condurre al meglio le operazioni di pace delle Nazioni Unite. Lunedi’ 7 aprile all’International Peace Institute (Ipi) di New York un seminario ha puntato i riflettori su questo tema ormai all’ordine del giorno quotidiano per le missioni dei caschi blu nel mondo.

Fino a pochissimi anni fa il peacekeeper medio aveva la capacita’ tecnica di un soldato degli anni Cinquanta, non di un militare del 21esimo secolo. Eppure, nel già lontano 1979, l’allora International Peace Academy (oggi IPI) istituì una task force per studiare “i possibili ruoli che la tecnologia può avere per progettare e condurre future missioni di pace”. Un progetto lungimirante: oggi, in una fase in cui il peacekeeping opera in ambienti estremamente complessi, gli avanzamenti tecnologici hanno un doppio potenziale: rendere il peacekeeping efficace e adeguabile a diversi teatri di operazione salvaguardando al tempo stesso sicurezza e efficenza dei caschi blu. L’uso di aerei senza pilota (Uav) nel peacekeeping e’ debuttato in dicembre con i “Falchi” della Selex in dotazione alla Monusco. Parecchi membri del Consiglio di Sicurezza, tra cui Francia, Usa e Gran Bretagna sono recettivi all’uso di questo tipo di tecnologie nella convinzione che siano un modo efficace anche finanziariamente di assicurare la sorveglianza sulle attività di gruppi armati. Altri membri del Consiglio e stati membri che non ne fanno parte sono meno disponibili: in passato hanno sollevato obiezioni su chi avra’ accesso alle informazioni raccolte dai sistemi e se l’uso dei droni in aree di confine non violi la sovranita’ di stati adiacenti. Intanto pero’ i droni per la pace potrebbero avere presto un sequel in Costa d’Avorio con una nuova gara delle Nazioni Unite per dotare le forze di pace della Unoci (United Nation Operation in Cote d’Ivoire) di cinque velivoli senza pilota. Interessate da venti a trenta aziende internazionali (erano state 11 a partecipare nel caso del Congo) tra cui la stessa Selex, del gruppo Finmeccanica, che si è fatta una esperienza sul campo elogiata da Ladsous nell’ultima riunione della Commissione C34 sul peacekeeping.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts