Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Intersos a 20 anni: abbiamo stretto tante mani

La copertina di "Abbiamo stretto molte mani", il libro sui primi 20 anni
(di Alessandra Baldini)
– NEW YORK – La fisioterapista Federica Biondi: a lei certi incontri sul campo insegnano che “la solidarietà in fondo e’ una cosa semplice”. Alberto Angelici, chirurgo, crede nella “diplomazia sanitaria” come i medici italiani che lo hanno preceduto in Yemen quasi due secoli fa. E Vito Alfieri Fontana: da produttore di mine anti-uomo, e’ diventato sminatore in Kosovo. “Abbiamo Stretto Molte Mani”: tre protagonisti tra centinaia nei venti anni di interventi umanitari di Intersos.
Leggo d’un fiato il saggio di Sonia Grieco, una giornalista che si occupa di esteri e cooperazione, tra New York e il Connecticut, mentre sfilano accanto al treno paesini di mare dalle casette bianche e azzurre, barche, distese di canne e paludi: la costa immacolata del New England, anni luce lontana dai teatri di orrore, sacrifici e di coraggio descritti in questo piccolo grande libro sulle emergenze umanitarie affrontate dalla prima organizzazione non governativa in Italia che si e’ data come mandato specifico l’intervento umanitario in zone di crisi e nelle situazioni di emergenza.
Il racconto a ritroso parte dal Sud Sudan di oggi, la crisi più’ “giovane” di un mondo in fiamme, per tornare alla Somalia degli anni Novanta, passando per l’implosione della ex Jugoslavia, i rapimenti in Cecenia, l’Iraq e l’Afghanistan della guerra al terrorismo, e poi Darfur, e Ciad dove l’acqua e’ una ossessione e un tagliaunghie, banale strumento di igiene, può far la differenza tra la vita e la morte. “Abbiamo Stretto Molte Mani” me lo ha passato la sera prima Nino Sergi, che fino a tre anni fa ha guidato Intersos e nel 2011 ha passato a Marco Rotelli il timone operativo: ora e’ presidente dell’organizzazione e passa da New York due o tre volte all’anno.
Intersos nasce in Somalia: “Durante l’estate del 1992 guardavo con sempre maggiore preoccupazione le immagini di guerra e carestia trasmesse da Cnn e Bbc. Quei volti scavati dalla fame mi avevano messo in discussione. Furono le immagini dei somali stremati dalla siccità’, dai combattimenti e dei saccheggi a far nascere Intersos”, ha raccontato Sergi. La strada fu tracciata dal gruppo dei fondatori, sei persone provenienti da diversi ambiti del sociale, che abbracciarono una terza via, l’organizzazione umanitaria per le emergenze, mentre in Italia era acceso il dibattito tra “svilupparisti” e “umanitaristi”.  Da allora la Ong e’ cresciuta in fretta sia nel numero di attività’ sia in professionalita’: in vent’anni ha soccorso popolazioni in pericolo in 35 paesi, con 960 interventi a cui hanno partecipato 2000 operatori italiani e internazionali altri 10 mila locali. Numeri che lasciano intravedere storie di impegno personale. “Questi operatori umanitari e la loro testimonianza ricordano alla minoranza di privilegiati l’esistenza di una maggioranza di oppressi”, osserva la Grieco: “Condividono i sogni dei disperati della terra nei momenti più bui delle loro esistenze, pur consapevoli di non esser la soluzione ma un rimedio temporaneo alle richieste di aiuto, alle mancanze e all’egoismo degli Stati e dei governi”.
Alcune delle testimonianze restano nella memoria. La Biondi, fisioterapista e direttrice regionale per l’Africa Occidentale, ricorda Oumeina, una vedova scappata in Mauritania dal Mali con il figlio di due anni: “Ogni volta che incontro una persona così’ penso che la solidarietà in fondo e’ una cosa semplice”. Oumeina, che ha svezzato il  bambino per allattare una neonata la cui madre e’ morta al momento del parto, vuole tornare a casa il prima possibile e porterà’ con se la piccola che ormai considera sua figlia: “Me l’ha spiegato con la naturalezza di chi non concepisce altra soluzione”. Mille storie, di persone che “hanno fatto la differenza gettando il cuore oltre l’ostacolo per evitare sofferenze”, come ha commentato nella prefazione Staffan de Mistura, l’alto funzionario internazionale che fino a pochi giorni fa era inviato del governo in India sul caso dei maro’: come l’ingegnere barese Alfieri Fontana che nel 1999 va in Kosovo con gli sminatori di Intersos quattro anni dopo aver impresso una svolta radicale alla propria vita, passando dalla fabbricazione di mine allo sminamento umanitario. Fino ad allora aveva prodotto migliaia di mine alla Tecnovar, l’azienda di cui era direttore e comproprietario, fino ad avere avuto nel 1995 una crisi di coscienza.
Nelle pagine del libro, pubblicato da Carocci mentre in Italia il Parlamento e’ impegnato a varare la riforma della cooperazione, si ripercorre un cammino di successi e difficoltà’. Si ripercorrono le trasformazioni dell’umanitarismo in un mondo cambiato dopo il crollo dell’Urss, i conflitti altamente medializzati e la guerra per esportare democrazia, il terrorismo internazionale e la teoria dell’attacco preventivo. Nel frattempo le Ong si sono strutturate, si sono moltiplicate (35 mila nel mondo, in Italia circa 300) e attorno agli interventi umanitari e’ cresciuto un business floridissimo. “Hanno dovuto adattarsi ai cambiamenti”, ha osservato Sergi che evoca, in una intervista in chiusura del libro, tra le nuove sfide poste alla sua organizzazione, una nuova e accresciuta attenzione alla realtà italiana: “Intersos ci sta provando, legando le tematiche umanitarie nelle crisi internazionali a quelle dei rifugiati in Italia, spesso provenienti dagli stesso paesi in cui operiamo. Dobbiamo interrogarci su come la nostra missione debba ampliarsi, ecco la vera ‘sfida al rialzo’, per legare l’azione all’estero con quella in Italia, la cooperazione con l’immigrazione”.
The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts