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Centrafrica: attacco a ospedale Boguila; Msf, 22 uccisi

Ventidue persone, tra cui tre dipendenti locali di “Medici senza frontiere”, sono state massacrate in un attacco compiuto presumibilmente da musulmani fondamentalisti, ex ribelli Seleka, in un ospedale del nord-ovest della Repubblica Centrafricana. Le autorità della regione di Nanga Boguila, 450 km a nord della capitale Bangui, hanno riferito che sotto i colpi  degli assalitori sono morti, ta gli altri, “16 civili disarmati, tra cui tre dipendenti di Medici senza frontiere”. Ha confermato l’attacco Stefano Argenziano, l’italiano che guida la missione di Msf in Centrafrica.

Il massacro ha costretto Msf a sospendere le attività a Buguila, nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana. L’attacco e’ avvenuto mentre era in corso una riunione tra Msf con i leader del Centrafrica per discutere questioni importanti per l’accesso alla sanita’ nel Paese. Mentre gli assalitori prendevano di mira gli uffici di Msf sparando colpi in aria, altri uomini armati si sono avvicinati alla zona dell’incontro e, senza esser stati provocati, hanno aperto il fuoco sulla gente uccidendo e ferendo in modo grave i partecipanti.

“Questo incidente ci ha costretto a ritirare personale e sospendere le attivita’ a Boguila”, ha detto Argenziano: “Confermiamo il nostro impegno a dare assistenza umanitaria al Centrafrica ma dobbiamo pensare alla sicurezza del nostro staff. E stiamo anche riesaminando se sia ragionevole continuare a operare in altre zone”.

L’ospedale di Msf, un punto di riferimento per altri centri sanitari della zona, assicurava tra 9 mila e 13 mila consultazioni mensili a Boguila. A lanciare l’allarme sull’insicurezza nel nord e a denunciare ”una volontà deliberata di attaccare le organizzazioni umanitarie” è anche Azione contro la Fame (Acf) in Centrafrica. ”Ci aspettiamo una presenza rafforzata nella regione della Misca e di Sangaris per impedire ai gruppi armati di agire in tutta impunità”, ha detto Nicolas Fuchs, responsabile di Acf.

 

Msf e’ l’unica organizzazione umanitaria che lavora nella zona di Boguila per assistere una popolazione sempre piu’ esposta all’azione di gruppi armati. Dal colpo di stato compiuto nel marzo 2013 dai miliziani islamici, tutta la Repubblica Centrafricana è teatro di violenze interreligiose che hanno anche costretto alla fuga dalla capitale Bangui più di 13mila musulmani, che da domenica vengono trasferiti sotto scorta internazionale nel nord. Gli sfollati sono però molti di più e la situazione resta estremamente instabile in tutto il Paese.

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts