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Libano, Roma schiera generali e diplomazia

(di Arturo Zampaglione)
ROMA- A poche ore dall’annuncio di Ban Ki moon che sarà un altro italiano, il generale Luciano Portolano, a comandare i caschi blu dell’Unifil, la Conferenza internazionale alla Farnesina sul sostegno alle forze armate di Beirut ha evidenziato sia l’importante contributo dell’Italia e dei suoi militari alla pace in Medio Oriente, che le difficili sfide per il Libano, stretto tra Israele e crisi siriana. “E’ una situazione che richiede risposte politiche: il Libano ci riguarda tutti, non deve diventare uno “hub del terrore”, e le sue forze armate sono essenziali per la stabilità”, ha detto il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini, aprendo i lavori della Conferenza cui hanno partecipato ministri e ambasciatori, giornalisti internazionali e militari di ogni paese, dalla Francia alla Nuova Zelanda. Per il suo ruolo geografico il Libano è  “tra i paesi più esposti”, ha sottolineato la Mogherini, ricordando il dramma di oltre un milione e mezzo di profughi scappati dalla Siria. E la Conferenza odierna vuole gettare le basi per una “partnership internazionale che sostenga le forze armate libanesi” e per “aumentare il potenziale gruppo di donatori”.

Tra gli applausi dei partecipanti, il ministro Mogherini ha ricordato la nomina del generale Portolano da parte del segretario generale dell’Onu e ha ringraziato l’attuale comandante dell’Unifil, generale Paolo Serra, “per aver guidato la missione in modo eccellente”. Analoghi apprezzamenti sono venuti anche dal ministro della difesa, Roberta Pinotti, che ha sottolineato la capacità di Serra di “far dialogare le parti”, dicendosi sicura che una simile esperienza possa continuare anche sotto la guida del suo successore.

 

Siciliano di Agrigento, 54 anni, ex-addetto militare a Londra, veterano delle missioni in Macedonia, Kosovo, Iraq e Afghanistan (alla testa della brigata Sassari), considerato dal comando alleato dell’ISAF tra i migliori comandanti del contingente italiano a Herat, Portolano è stato scelto su una rosa di tre nomi che includeva anche un generale finlandese e un nepalese. Hanno pesato nella sua nomina l’esperienza e il peso dell’Italia in ambito Onu (siamo il quarto contributore finanziario alle missioni di pace e in Libano schieriamo uno dei contingente più numerosi con quasi 1.100 caschi blu), oltre al prestigio di Portolano che la scorsa settimana ha ricevuto dagli Stati Uniti la “Legion of Merit”, la più importante onorificenza militare americana riservata a soldati alleati, per il servizio prestato in Afghanistan.

E’ la terza volta che un generale italiano ottiene il comando dell’Unifil dal 2007 dopo il mandato triennale del generale Claudio Graziano, attuale capo di Stato Maggiore dell’esercito, e i due anni e mezzo di Serra. Il passaggio delle consegne tra quest’ultimo e Portolano avverrà il 24 luglio.  “Per quanto mi riguarda la missione in Libano è stata un onore e una esperienza affascinante”, ha detto il generale Serra ai margini della Conferenza romana. “E’ un esempio – ha continuato – di come la comunità internazionale possa lavorare proficuamente insieme: ed è tanto più importante adesso vista la gravità del momento”.

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Nella sala della Farnesina, dove martedì 17 giugno si è tenuta la Conferenza, erano esposte quattro bandiere: dell’Italia, del Libano, dell’Unione europea e delle Nazioni Unite. Oltre al ministro Mogherini, la diplomazia italiana era rappresentata dal sottosegretario Lapo Pistelli, dal segretario generale della Farnesina Michele Valensise e dal capo di gabinetto Ettore Sequi. Per il Libano erano presenti il vice primo ministro e ministro della difesa Samir Mokbel e il ministro degli Esteri Gebran Bassil. Per le Nazioni Unite c’era il sottosegretario per gli Affari Politici Jeffrey Feltman. Proprio Mokbel ha elencato le quattro priorità del governo libanese per le forze armate e le relative esigenze di ammodernamento: 1) raccogliere “intelligence” e dotarsi quindi di efficienti sistemi di comunicazione; 2) difendere le frontiere e avere quindi una diversa capacità di proteggere i cieli; 3) intervenire contro azioni terroriste all’interno del paese: per questo occorrono squadre speciali, elicotteri, carri armati, sistemi anti-carro, mezzi adatti a ogni tipo di terreno; 4) avere un potere deterrente nei confronti dei potenziali aggressori e quindi migliorare l’efficienza complessiva delle forze armate.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts