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Rifugiati: Unhcr, casetta Ikea spunta in giardino Onu

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK – Flatpack al Palazzo di Vetro: una casetta Ikea è spuntata nel giardino delle Nazioni Unite a New York. L’iniziativa è dell’Alto Commissariato Onu per i Profughi (Unhcr) che ha adottato il modello componibile ideato dal colosso svedese come “ricovero innovativo destinato a migliorare le condizioni di vita di persone che hanno perso la casa in seguito a disastri naturali o guerre”.

L’iniziativa e’ arrivata alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato: secondo l’Unhcr sono oltre 50 milioni gli sfollati in tutto il mondo (mai così tanti dalla Seconda Guerra Mondiale e per meta’ sotto i 18 anni), a cui si e’ aggiunto nei giorni scorsi il milione di persone in fuga dall’Iraq.  Superficie complessiva, 17,5 metri quadri con quattro finestre, la casetta e’ stata montata ai piedi della Biblioteca delle Nazioni Unite e, come in tutte le cose dell’ONU, e’ stata subito battezzata con una sigla: RHU o Refugee Housing Unit.

Dopo aver arredato con miliardi di Lack, Billy e Klippan le case di mezzo mondo, Ikea e’ entrata dunque in un nuovo business, stavolta per beneficenza. L’idea e’ nata all’interno del braccio no-profit del gigante svedese, la Ikea Foundation, e da uno scambio di idee con altre organizzazioni internazionali per i rifugiati. Le casette sono meglio delle baracche di lamiera e delle tende. Sono equipaggiate con pannelli solari, ben climatizzate e con un soffitto alto abbastanza da consentire la circolazione delle persone che le abitano.

Ikea Foundation ha investito 4,5 milioni di dollari nel progetto. Secondo l’agenzia Onu per i profughi Unhcr, oltre 3,5 milioni di rifugiati vive in tende senza elettricità e protezione dal caldo, freddo e altre condizioni climatiche.
Grazie ai pannelli solari le casette Ikea offrono abbastanza elettricità per garantire l’illuminazione. Pur non avendo i
nomi bizzarri che caratterizzano i prodotti Ikea, i pezzi componibili arrivano nelle classiche confezioni ‘flatpack’ delle librerie Billy: facili da trasportare e da montare ovunque sia
necessario.

Le casette, leggere e durevoli, hanno una vita di tre anni se ben mantenute, un anno e mezzo se lasciate a loro stesse. I pannelli solari sono integrati con la struttura, riflettono il calore durante il giorno e lo assorbono per la notte. Progetti come questi non sarebbero possibili senza “le tasche profonde” di un gigante come Ikea: un modello di partenariato in un momento in cui molte crisi umanitarie dei nostri giorni sono spesso sotto finanziate.

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts