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Langhe patrimonio umanita’: i criteri dell’Unesco

(di Anna Capasso)

ROMA – Ma perche’ le Langhe?  “I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato – recita la designazione dell’Unesco – sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”, e’ il tributo arrivato dall’Unesco secondi cui i vigneti di Langhe-Roero e Monferrato  costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si e’ realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale”.

La Convenzione sul patrimonio dell’umanità, adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 16 novembre 1972, ha lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Il Comitato della Convenzione, chiamato Comitato per il patrimonio dell’umanità, ha sviluppato dei criteri precisi per l’inclusione dei siti nella lista.

Fino alla fine del 2004, ci sono stati sei criteri per i beni culturali e quattro criteri per il patrimonio naturale. Nel 2005, il regolamento è stato modificato in modo che ci sia solo una serie di dieci criteri. I siti designati devono essere di “eccezionale valore universale” e soddisfare almeno uno dei dieci criteri.

I criteri culturali sono:

  • (i) “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano”
  • (ii) “testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico”
  • (iii) “apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà”
  • (iv) “offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana”
  • (v) “essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente”
  • (vi) “essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti)”.

I criteri ambientali sono:

  • (vii) “rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”
  • (viii) “essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici”
  • (ix) “essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema”
  • (x) “contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione”

Secondo l’ultimo aggiornamento effettuato nella riunione del 37° Comitato per il patrimonio dell’umanità a Phnom Penh tra il 17 e 27 giugno 2013, la lista è composta da un totale di 981 siti (di cui 759 beni culturali, 193 naturali e 29 misti  presenti in 160 Paesi del mondo. L’Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (49 siti, saliti adesso a 50 con la decisione di Doha), seguita dalla Cina(45 siti) e dalla Spagna (44 siti).

Dal 1992 alla lista principale si è aggiunta un’altra lista nota come lista memorie del mondo che contiene le collezioni documentarie di interesse universale. Al 30 giugno 2005 comprendeva 120 elementi in 56 paesi. Nel 1997 è stato definito anche il concetto di patrimonio orale e immateriale dell’umanità, una proclamazione di capolavori culturali immateriali. Nel 2001 ha visto la luce anche il concetto di patrimonio sommerso dell’umanità, ma al momento è stato ratificato solo da 14 paesi.

Dal 1992 le interazioni tra uomo e ambiente sono riconosciute come paesaggi culturali.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts