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Unesco: e’ ufficiale, Langhe di Pavese patrimonio umanita’

Il paesaggio vitivinicolo delle Langhe

DOHA – Le Langhe di Cesare Pavese, di Beppe Fenoglio e Davide Lajolo. Le Langhe del Barolo, del Barbaresco, del Nebbiolo, dell’Asti Spumante: da oggi sono Patrimonio mondiale dell’umanità. E’ ufficiale. Applausi e congratulazioni a Doha in diretta sul sito dell’Unesco quando dopo la lettura della motivazione secondo cui “i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l’archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica”.

Si arriva così a quota 50. Il territorio piemontese tra le province di Cuneo e di Asti ha rafforzato il primato dell’Italia come paese con il maggior numero di siti culturali e naturali riconosciuti dall’Unesco. Da oggi 50 su quasi mille in giro per il mondo. Ed e’ la prima designazione interamente basata sulla cultura del vino e della vite. 

Dopo una lunga istruttoria, la decisione definitiva sulle Langhe e’ stata presa durante la trentottesima sessione del Comitato ad hoc nella capitale del Qatar, presenti in sala l’ambasciatore italiano in Qatar Guido De Sanctis, l’assessore regionale del Piemonte Antonella Parigi e il rappresentante del Ministero dei beni culturali Adele Cesi, il direttore dell’Ente turismo albese Mauro Carbone, il sindaco di Alba Maurizio Marello, il direttore e la vicepresidente dell’associazione che ha curato la candidatura Roberto Cerrato e Annalisa Conti.

Già nel 2012 si era tentato di ottenere il riconoscimento. Ma poco prima della riunione, tenuta allora a San Pietroburgo, la candidatura fu rimandata perché i tecnici dell’Icomos, l’organo tecnico di valutazione dell’Unesco, chiesero di restringere i confini delle aree da tutelare. Nel febbraio di quest’anno il rappresentante permanente italiano presso l’Unesco, l’ambasciatore Vincenza Lomonaco, durante un incontro a Parigi con gli assessori provinciali di Alessandria e Asti, aveva espresso il massimo sostegno per il progetto, mentre il vice direttore generale dell’Unesco per la cultura, Francesco Bandarin, aveva fatto ben sperare nell’esito della candidatura.

L’Unesco, che è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura, aveva finora inserito nel Patrimonio dell’umanità 981 siti in 160 paesi del mondo, di cui ben 49 in Italia. Il primo il riconoscimento è venuto nel 1979 con l’arte rupestre della Val Camonica, seguito dai centri storici di Roma, Firenze, Napoli, Siena e Urbino. L’Unesco ha inserito nella lista anche la costiera Amalfitana, le isole Eolie, la Reggia di Caserta, le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, la villa Adriana e la villa d’Este di Tivoli.

Il nuovo sito Unesco ha una estensione di oltre diecimila ettari e coinvolge 29 comuni nelle tre province di Cuneo, Asti e Alessandria. Le sei zone principali sono: Langa del Barolo, Castello di Grinzane Cavour, Colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, Monferrato degli «infernot», mentre il Roero resiste nel titolo grazie al «trattino» che lo lega alle Langhe.  “I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”, e’ il tributo arrivato dall’Unesco secondi cui i vigneti di Langhe-Roero e Monferrato  costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si e’ realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale”.

Tra gli altri siti designati quest’anno dall’Unesco c’e’ Qhapac Ñan, la via Andina che attraversa Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador e Peru) e la chiesa carolingia del nono secolo a Corvey in Germania, la citta’ storica di Jeddah in Arabia Saudita e i villaggio di Battir in Cisgiordania: il primo sito palestinese.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts