Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Centrafrica: con Italia a Ipi, costruire pace dal basso

NEW YORK –  La crisi nella Repubblica Centrafricana vista nella prospettiva del peacebuilding: “L’Italia e’ pronta a contribuire alla missione Ue in Centrafrica con un plotone del genio, ma non e’ sufficiente inviare una forza di pace, occorre continuare a pensare al Paese nella prospettiva del consolidamento della pace trovando soluzioni che affrontino alla fonte le cause profonde della crisi”. Questa la posizione del Rappresentante Permanente italiano all’ONU Sebastiano Cardi in apertura di un seminario all’International Peace Institute (Ipi) organizzato dall’Italia con il Peacebuilding Support Office delle Nazioni Unite.

L’incontro, ai margini della giornata del Peacebuilding al Palazzo di Vetro ha visto la partecipazione del numero due dell’ONU Jan Eliasson, che ha fatto mea culpa: “Non abbiamo visto i segnali, siamo arrivati tardi”. Gli stati membri dell’ONU devono riflettere su cosa puo’ esser fatto per evitare recrudescenze del conflitto.  Una priorità: “Mettere la popolazione del Centrafrica nelle condizioni di cercare la pace per il bene della regione e del mondo”, sulla linea di quanto sostenuto dallo stesso Eliasson davanti alla Un Peacebuilding Commission: “Il miglior modo di aiutare paesi a uscire da situazioni di post-conflitti e’ di aiutarli a generare le proprie risorse e capacita'”. Nel caso del Centrafrica: “La pace, ha detto Beatrice Emilie Epaye, del Consiglio Transitorio Centrafricano, “deve venire dal basso, dalla gente”.

Ha partecipato all’incontro, l’unico organizzato ai margini della Giornata del Peacebuilding, Andrea Bartoli della Comunita’ di Sant’Egidio: “Il Centrafrica oggi e’ un sistema aperto all’evoluzione. Perche’ non pensare al Centrafrica di oggi come pensavamo alla Macedonia anni fa?”.

Certo e’ che bisogna “prevenire un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria”, ha detto Cardi: ed e’ “uno sforzo immenso che deve essere fatto dai paesi della regione, dall’Onu e dall’intera comunità’ internazionale, ma prima di tutto dalle autorita’ e dal popolo del Paese, che devono dare prova di una vera volonta’ politica”.

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts