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Nino Sergi (Intersos): riflessioni di ritorno dall’Iran

per prevenire crisi, buona politica e cooperazione

Buona politica e cooperazione per prevenire le crisi. Nino Sergi, presidente di INTERSOS, manda a OnuItalia le sue riflessioni sull’Iran dopo un viaggio di due settimane in “un paese da visitare per scoprire quanto siamo vicini, a dispetto di quel che dice la politica”.

“Ci voleva la guerra lanciata in Iraq dalle fanatiche milizie dell’Isis per smuovere la politica e renderla capace di guardare oltre e di superare ciò che regolarmente ci è presentato come “impossibile”. L’impossibile dialogo con l’Iran, paese dell’asse del male, diviene ora per gli Usa, e di conseguenza per l’Occidente, necessario e conveniente. Si sbagliava negli anni passati o si sta sbagliando ora? Molti sono i dubbi sulla lucidità e adeguatezza delle decisioni passate. Quando ci si reca in Iran, si rimane sbalorditi dalla differenza tra la realtà che si vede, si incontra, con cui si parla e l’immagine per lo più negativa che ci è stata trasmessa e che abbiamo interiorizzato, anche in Italia.

La ricca storia millenaria, l’arte, la cultura, l’istruzione diffusa, le persone – con le loro aspirazioni, il desiderio di apertura al mondo, la voglia di vivere e di essere liberi delle nuove generazioni, la capacità di convivere -, l’islam sciita, utilizzato e strumentalizzato dal potere, certo, ma assolutamente non fanatico, liberamente praticato o non praticato, un’economia e un’attività produttiva che, senza le sanzioni internazionali, potrebbe generare un fiorente sviluppo al paese ma anche ai suoi partner economici, tra cui l’Italia … sono tutti aspetti che non sono adeguatamente trasmessi quando si parla di Iran.

Quanto ai rapporti tra l’Italia e la Persia, stiamo sottovalutando che risalgono a otto secoli fa, con successivi e intensi scambi commerciali e culturali, da quelli con la repubblica di Venezia e il granducato di Toscana, fino alle più recenti relazioni tra istituti universitari, enti di ricerca scientifica, e ai rapporti in campo economico, commerciale, industriale. Mi ha positivamente sorpreso la recente pubblicazione in Iran di un libro di un centinaio di pagine in italiano, Lo specchio della cultura, curato da Mohammad Hossein Riyahi (n.d.r. professore di Studi sull’Islam all’Università di Isfahan), sulle centenarie relazioni culturali tra Isfahan e le città italiane.

Dobbiamo fare di tutto per non disperdere ciò che è stato così meravigliosamente costruito. L’interesse dell’Italia è certamente quello di riprendere e sviluppare ulteriormente, pur nel rispetto delle decisioni internazionali, queste relazioni con l’Iran, in parte perse e in parte sospese a causa di sanzioni internazionali che, va detto, pesano sulla popolazione e poco o nulla sui responsabili politici che si vorrebbero colpire.

Ben venga quindi l’apertura del dialogo con l’Iran e la ripresa della buona politica. L’Italia non perda quest’occasione per riaprire, il più ampiamente possibile, i rapporti di cooperazione con questo paese e la sua gente, sfidando la stessa dirigenza iraniana sulla strategia di apertura del presidente Rohani”.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts