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Wimun: Frattini, Onu indispensabile e giovani ci credono

ROMA – “L’Onu è forse l’organizzazione che gode di peggiore stampa al mondo ma immaginare un mondo senza Onu equivale a ritenere che si possa abolire il motore a scoppio o la penicillina”: lo ha detto Franco Frattini, ex ministro degli Esteri italiano e presidente della Sioi (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) agli oltre mille Millennians riunito alla Fao per il Wimun 2014, il grande gioco di simulazione della diplomazia internazionale, ottenuto in esclusiva da Roma.

“Nella quasi totalità delle occasioni in cui i mezzi di informazione si occupano delle Nazioni Unite, questo avviene per denunciare scandali, inefficienze e storture. Contro l’Onu esiste una fiorente pubblicistica: forti riserve sull’efficacia e persino sulla sensatezza dell’Onu sono espresse in più di un’area politica L’Onu, direi, subisce all’ennesima potenza il danno subito dalla montante sfiducia nelle istituzioni (opinioni pubbliche già esasperate coi propri governi locali cosa potranno pensare di un’istituzione considerata lontana?). Diciamo la verità: le Nazioni Unite non hanno fatto tutto quello che potevano per evitare di meritarsi questa fama. Oggi l’Onu è largamente percepita come un’entità che, semplicemente, non è in grado di assolvere al compito che si è data. Oggi l’Onu è largamente percepita come un’organizzazione inconcludente, elefantiaca, irresoluta. Oggi l’Onu è largamente percepito come un consesso di distinti funzionari che passano le settimane tra un proclama e l’altro finché qualcuno non mette il veto su qualcosa e si ricomincia daccapo. Può piacere o non piacere, ma è così”, ha detto Frattini.

“Se il pregiudizio non è infondato, gravi sono però le conseguenze. Considerare l’Onu una sorta di equivoco della storia equivale a non averne capito la portata, le potenzialità, la capacità di incidere. Immaginare che un mondo senza Onu sia non solo possibile, ma addirittura auspicabile equivale ad avere una visione della politica globale più che miope. Banalmente, pensare che il mondo di oggi debba fare a meno dell’Onu equivale a ritenere che si potrebbero abolire il motore a scoppio o la penicillina. Ora, nonostante il quadro possa sembrare pessimista, c’è un elemento che ribalta le prospettive ed induce a ben sperare. I settori di popolazione sfiduciata nei confronti dell’Onu tendono ad avere una cosa in comune: l’appartenenza a fasce anziane della popolazione. Tra i giovani, invece, i rapporti di forza si ribaltano e ad essere maggioritarie sono invece la fiducia e la convinzione che le Nazioni Unite siano tutt’altro che una istituzione inutile o superata. E la più straordinaria dimostrazione di quanto detto non può che essere l’appuntamento che ci ha portato qui”.

Durante Wimun per tutta la settimana, i ragazzi lavoreranno in plenaria e commissioni provando a fare i grandi e rappresentando un Paese all’interno di una “finta” Assemblea Generale. “Gioco per modo di dire, dal momento che gli studenti – tra i 16 ed i 30 anni – si troveranno a dibattere e a raggiungere posizioni comuni su temi di alta attualità: dal disarmo al traffico illecito di armi, dagli obiettivi del millennio alla parità di genere e tolleranza religiosa”, ha osservato Frattini. “Il credito che i giovani dimostrano di accordare all’Onu, tuttavia, non è a fondo perduto. Se si vuole evitare che i fiduciosi di oggi diventino strada facendo i disamorati di domani, bisogna dimostrare loro con i fatti che l’azione dell’Onu c’è e si tocca. Così come bisogna dimostrare coraggio e determinazione nel voler portare avanti una riforma da troppo tempo ventilata, ma purtroppo mai compiuta. Diventa dunque superfluo sottolineare quanto importante sia la sfida dei prossimi anni per le Nazioni Unite così come per il nostro continente. In ballo non ci sono solo gli obiettivi di politica internazionale o le risoluzioni delle crisi; in ballo c’è la riaffermazione e il rafforzamento del ruolo e del senso stesso delle Nazioni Unite. La responsabilità di fare sì che i fiduciosi di oggi lo siano anche domani è interamente nelle mani dell’Onu e delle donne e uomini con volontà, visione e passione. Come lo sono i nostri ragazzi. E’ anche una grande opportunità che è vietato sprecare”.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts