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Pena morte: Ban, non ha posto nel 21esimo secolo

Cardi, priorita' Italia ma sforzo globale inclusivo

(Di Alessandra Baldini)

NEW YORK – “La pena di morte non ha posto nel 21esimo secolo“: in un panel organizzato dall’Italia all’ONU per segnare l’inizio del semestre italiano di presidenza Ue, il segretario generale Ban Ki moon ha lanciato un forte appello per il “si” alla moratoria delle esecuzioni che a dicembre sara’ messa ai voti dell’Assemblea Generale.

“Assieme possiamo porre fine a questa pratica inumana e crudele in tutto il mondo”, ha detto Ban chiedendo a tutti i paesi delle Nazioni Unite di “fare passi concreti per abolire o non applicare più questa forma di punizione”.

Per l’Italia e’ una priorita’, ma il nostro Paese continua a portare avanti la battaglia per la moratoria in uno spirito di rispetto di ogni paese a procedere al proprio passo: “L’obiettivo di un mondo senza pena di morte non dev’essere lo sforzo di un gruppo ristretto o esclusivo, ma un processo globale che un giorno forse coinvolgerà ogni nazione del mondo”, ha detto il rappresentante permanente italiano all’ONU Sebastiano Cardi dando il benvenuto ai partecipanti al dibattito: tra questi il numero due dell’Onu per gli affari umanitari Ivan Simonovic, Tawakkul Karman, attivista yemenita e premio Nobel 2011 per la pace, l’ex ministro delle minoranze del Pakistan Paul Bhatti, Gil Garcetti che per 32 anni e’ stato procuratore capo di Los Angeles,  e un noto avvocato dello Zimbabwe, Innocent Maja.

Tante le voci che si sono levate nel corso del dibattito, molti africani:  “Abbandonare la pena di morte richiede un atto di coraggio: passare da una giustizia che uccide a una giustizia che rispetta la vita”, ha detto la “numero due” del Ruanda all’ONU Jeanne D’Arc Byaje evocando la decisione del suo Paese, il primo nella regione dei Grandi Laghi a farlo a seguito del terribile genocidio di un milione di Tutsi. Per la Cina, in cui le condizioni per l’abolizione “non sono ancora mature”, molte restrizioni sono state imposte per limitarne l’applicazione. Praticamente unanime il giudizio sulla fallibilità di questo imperfetto strumento di giustizia: “Ci sono errori che non ci si può permettere di fare”, ha detto l’ambasciatore della Mongolia Od Och mentre Garcetti, d’accordo con Cardi, ha osservato che non ci sono prove che la pena di morte sia un deterrente al crimine. Per la Karman una priorita’ dovrebbe essere l’abolizione per i minorenni e le donne incinte, “ma anche i terroristi hanno diritto a una giustizia equa e umana perche’ bisogna fermare il ciclo della morte”.

L’obiettivo di oggi e’ di consolidare quella maggioranza di 111 paesi che due anni fa si pronunciarono a favore in un crescendo rispetto al 2007 quando il primo documento di questo tipo passo’ con 104 “si” al termine di una battaglia pluriennale che aveva visto l’Italia sempre in prima linea: una risoluzione storica, che ha innescato una tenenza virtuosa globale, e una leadership riconosciuta da molti ambasciatori in aula come Jean-Francis Zinsou del Benin.

L’iniziativa al Palazzo di Vetro fa seguito alla prima riunione ieri a Roma del ministro degli Esteri Federica Mogherini con la ‘task force’ incaricata di coordinare l’azione italiana in vista della votazione all’Onu: hanno partecipato Amnesty International, la Comunità di Sant’Egidio e “Nessuno Tocchi Caino”.

Per saperne di più’: il link al discorso del Segretario Generale http://www.un.org/sg/statements/index.asp?nid=7840

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts