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De Mistura, l’uomo delle missioni impossibili

Siria Staffan de Mistura

NEW YORK – L’umiliazione del padre apolide dalmata-istriano sottoposto a lunghissimi interrogatori ad ogni frontiera; quindi il primo incontro con la morte durante un viaggio a Cipro come funzionario del Programma Alimentare Mondiale (WFP): la vista di un bambino ucciso sul colpo da un cecchino sulla green line che divideva il versante turco da quello greco. “Fu tale il mio sdegno che decisi di dedicare la mia vita a chiunque avesse continuato a prendersela con i civili all’interno dei conflitti”.

Dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudan al Kosovo, fino ai maro’ detenuti in India. L’uomo delle missioni impossibili. Questa in particolare in Siria per cui, come ha detto in gennaio Ban Ki moon, “non c’e’ bacchetta magica”. Il suo motto da quando vide quel bambino ucciso sulla green line e’ stato sempre di “gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo”. Staffan de Mistura, il nuovo inviato speciale dell’ONU dopo Lakhdar Brahimi e Kofi Annan, nasce a Stoccolma nel 1947 da madre svedese e padre italiano originario di una famiglia nobile di Sebenico in Dalmazia nell’odierna Croazia. Trascorre l’infanzia a Capri e l’adolescenza a Roma, dove frequenta il liceo classico presso l’Istituto Massimo dei padri gesuiti. E’ cittadino italiano dal 1999 per decisione del Consiglio dei ministri: “Per essersi distinto per la determinazione, l’impegno e l’elevata professionalità”.

Una carriera decennale con le Nazioni Unite in vari incarichi e con varie agenzie: il suo lavoro lo ha portato in molti dei luoghi più problematici ed instabili del mondo tra cui Afghanistan, Iraq, Libano, Rwanda, Somalia, Sudan ed ex Jugoslavia.

Di de Mistura come inviato speciale per la Siria si era parlato già nel 2012, all’epoca delle dimissioni di Annan. Lo svedese-italiano, sottosegretario agli esteri del governo Monti  e incaricato fino a pochi mesi fa del caso dei due Maro’ detenuti in India, e’ un veterano dell’ONU per cui ha lavorato per oltre 40 anni in diversi contesti di guerra e di crisi: in Iraq all’epoca delle misurazioni dei Palazzi di Saddam Hussein e poi come Rappresentante Speciale Onu nel 2007-2009, con lo stesso ruolo dal 2009 al 2011 in Afghanistan, ma anche nella memorabile Operation Lifeline Sudan a cui diede impulso contro la carestia nella nazione africana a fine anni Ottanta o ancora in Kosovo come consigliere dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati e amministratore regionale Onu di Mitrovica dopo i raid del 1999.

de Mistura e’ atualmente Presidente del nuovo Istituto Europeo per la Pace di Bruxelles che mette a servizio degli Stati membri le proprie competenze in “mediazione e dialogo informale” per la risoluzione dei conflitti. E’ anche direttore di Villa San Michele a Capri della Fondazione del medico svedese Axel Munthe. Nell’ultima biografia ufficiale delle Nazioni Unite si dice che il diplomatico parla sette lingue: svedese, francese, inglese italiano, spagnolo, tedesco e arabo. (9 luglio 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts