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Italia: per mondo più in pace, più Europa in peacekeeping

(Alessandra Baldini)

NEW YORK –   Dal Centrafrica al Kosovo, dalla Libia alla Somalia e da poco il Mali con svedesi e olandesi: gli esempi di collaborazione tra Onu e Ue sul fronte del peacekeeping sono sempre più’ frequenti, ma si può fare di più: “Per un mondo sempre più in pace serve più Europa nel peacekeeping”, ha detto il numero due italiano all’ONU Inigo Lambertini in un incontro all’International Institute for Peace sulle partnership Ue-Onu nelle operazioni di pace.

L’incontro, organizzato dalle Rappresentanze di Italia e Germania con l’Ipi e l’Istituto Sant’Anna di Pisa, e’ il primo in una serie di seminari, il secondo a Roma in ottobre, poi in novembre a Berlino, e in dicembre a Bruxelles su un tema sempre più di attualità e giudicato positivamente sia in Europa che al Palazzo di Vetro. Nel corso dell’incontro il capo del Dpko Herve Ladsous ha auspicato un maggio coinvolgimento europeo per un peacekeeping entrato con determinazione e per necessita’ in un’epoca di partnerships: “I have a dream:, ho un sogno. Un giorno l’Europa userà i suoi battaglioni per il dispiegamento rapido nel peacekeeping”. Se ne parlerà al seminario di Roma.

Per l’Europa, “una creatura politica, non solo una unione finanziaria”, come ha detto Ladsous, e’ un po’ una strada obbligata: “C’e’ un elemento di auto-interesse nel garantire la sicurezza e la stabilita’ ad esempio del Nord Africa”, ha detto l’ambasciatore della Ue all’ONU Thomas Mayr-Harting.  Gia’ adesso del resto “il dispiegamento parallelo o sequenziale di operazioni di pace Onu e Ue e’ diventata la norma anziché l’eccezione, specialmente in Africa”, ha osservato il numero due tedesco Heiko Thoms  secondo cui la Ue e’ diventata “una alleata chiave del Palazzo di Vetro, assieme all’Unione Africana”, sul fronte del peacekeeping. “L”Italia, come membro fondatore dell’Unione Europea che crede fermamente nella visione degli Stati Uniti d’Europa con una unica politica estera e di difesa, ha fin dall’inizio abbracciato la visione e i valori della Carta delle Nazioni Unite: sono due facce della stessa medaglia, due strade che portano a un obiettivo comune: un mondo in pace”, ha detto Lambertini.
Con la prospettiva di un sempre maggiore coinvolgimento da parte dell’Onu di forze europee – in settori ad esempio dell’intelligence, l’addestramento e con personale altamente qualificato – una riflessione e’ d’obbligo: “E’ chiaro che servono sinergie”, ha detto Thoms. I seminari ad alto livello coincidono con la presidenza italiana Ue: quello romano, il 22 e 23 ottobre sara’ dedicato alle “capacita’ militari e di polizia” e alle “strategie e standard di addestramento”, un settore in cui l’Italia ha un ruolo guida grazie al CoEspu (Center of Excellence for the Stability Police Units) di Vicenza che opera in stretta collaborazione con la Un Standing Police Capacity di Brindisi, mentre a Berlino ci si concentrerà sulla formazione pre-dislocamento del personale civile delle operazioni di pace.
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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