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Cooperazione, cambia nome anche la Farnesina

(di Arturo Zampaglione) ROMA- La Farnesina cambierà nome, presto si chiamerà Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale: ed è solo un esempio del nuovo capitolo che si aprirà con la nuova legge sulla cooperazione internazionale, non solo negli interventi per lo sviluppo, ma nella stessa politica estera italiana.

Dopo il voto bipartisan di giovedì scorso alla Camera (solo 2 voti contrari), infatti, la riforma sarà definitivamente approvata anche dal Senato, possibilmente prima delle feste. Sono 34 articoli che, a 27 anni dalla prima legge numero 49 del 1987, ridisegnano e rilanciano il mondo della cooperazione. Di qui l’esigenza di valorizzare i nuovi strumenti, di mobilizzare le risorse, di varare regolamenti attutativi che rispettino il senso della svolta: questo l’impegno emerso dal seminario promosso a Roma martedì 22 luglio dalle tre reti di Ong di cooperazione internazionale (Aoi, Cini, Link 2007) con l’Intergruppo cooperazione allo sviluppo della Camera dei deputati.

“L’iter legislativo ha visto un’ampia partecipazione di tutti i soggetti interessati”, ha notato Nino Sergi, presidente di Intersos e primo relatore del seminario, sottolineando le importanti innovazioni della legge e ringraziando quanti, nel Parlamento e fuori, hanno contributo alla svolta. “Questa legge – ha poi osservato Lia Quartapelle, deputato del Pd e relatore della legge, “innova il senso di fare cooperazione, che diventa parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia, come precisa lo stesso articolo 1 del testo”. Nello stesso articolo si fa riferimento due volte ai principi e ai programmi delle Nazioni Unite.

Quartapelle Svoltosi nella sala Mercede della Camera dei deputati, tutta gremita, con posti solo in piedi, il seminario è stato moderato dall’inviato del Sole 24 Ore Alberto Negri, che ha espresso l’auspicio che la nuova legge possa incoraggiare gli stanziamenti italiani alla cooperazione, dopo l’umiliante discesa dallo 0,45 per cento del pil degli anni Ottanta allo 0,16 per cento di oggi. Oltre a Sergi e alla Quartapelle, e prima degli interventi del pubblico, hanno parlato anche Giampaolo Cantini, direttore generale della cooperazione allo sviluppo della Farnesina, e Roberto Ridolfi, responsabile della direzione crescita sostenibile e sviluppo della Commissione europea.

Lia Quartapelle ha riassunto i punti principali della nuova legge. Oltre al cambiamento di nome del ministero degli esteri, che restituisce alla cooperazione una funzione centrale nella proiezione internazionale di una media potenza come l’Italia, la riforma crea una posizione di vice-ministro delegato alla cooperazione che parteciperà al consiglio dei ministri, pur senza diritto di voto. Sarà istituita una agenzia per la cooperazione con compiti operativi. E’ previsto un ruolo preciso della Cassa depositi e prestiti, la grande cassaforte del risparmio italiano. E i finanziamenti superiori ai 2 milioni di euro saranno approvati da una “troika” decisionale composta dal vice-ministro delegato, dal direttore dell’agenzia ad hoc e dal direttore generale per la cooperazione allo sviluppo della Farnesina.

E proprio quest’ultimo, Giampaolo Cantini, ha detto ai partecipanti al seminario che la nuova legge, pur innovando, non è scritta su una pagina bianca ma sul patrimonio pluridecennale della cooperazione italiana. Non bisogna dimenticare infatti il grande capitale politico accumulato in varie regioni del mondo, a cominciare da Tunisia, Egitto, Libano, Palestina, Etiopia, Mozambico, Senegal, Burkina Fasso. E molto viene fatto proprio in questi giorni sulla gestione delle emergenze umanitari, soprattutto per i profughi siriani.

Ridolfi, della Commissione Ue, ha parlato di “rinascimento italiano nella cooperazione”, ricordando che si apre una fase storica per la concomitanza del semestre di presidenza italiana della Ue, dell’approvazione della legge di riforma della cooperazione, dell’Expo milanese sui temi dell’alimentazione e dell’Anno europeo per lo sviluppo (2015). Secondo Ridolfi,sarebbe anche importante un maggior”networking” tra i funzionari italiani delle organizzazioni internazionali.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts