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Pena di morte: Arabia Saudita, 19 decapitazioni in agosto

BEIRUT –  Arabia Saudita medievale: 19 persone sono state decapitate dal 4 agosto, otto delle quali per reati non violenti come il traffico di droga e, in un caso, la stregoneria. Lo riporta l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch.

I familiari di un altro uomo, Hajras bin Saleh al-Qurey, hanno detto all’organizzazione  che temono che la sua esecuzione sia imminente. Al-Qurey era stato condannato alla decapitazione nel gennaio 2013 per narcotraffico e aggressione a un poliziotto durante l’arresto. 

“Ogni esecuzione e’ orrenda ma quando un uomo viene messo a morte per crimini come il traffico di stupefacenti o la stregoneria che non comportano perdite di vite umane e’ veramente vergognoso”, ha commentato Sarah Leah Whitson, direttore per il Medioriente e l’Asia di Hrw. A suo parere “non ci sono scuse per l’uso da parte dell’Arabia Saudita della pena di morte, specialmente per questo tipo di reati”. 

Secondo la Death Penalty Worldwide Database, Ryad ha uno dei tassi piu’ alti di esecuzioni nel mondo e applica la pena di morte a reati che non rientrano nella categoria dei “crimini piu’ gravi”. Finora dall’inizio dell’anno sono state messe a morte 34 persone, contro 78 in tutto il 2013. 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts