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Bimbi in guerra: una strage; Italia pronta a aiutare

NEW YORK – I bambini, e soprattutto le bambine, sono le prime vittime dei conflitti armati: 700 uccisi o menomati dall’Isis in Iraq dall’inizio dell’anno,  500 solo quest’estate dalle truppe israeliane a Gaza, altri 100 ammazzati da Boko Haram in Nigeria. Cifre agghiaccianti, quelle fornite in Consiglio di Sicurezza dalla rappresentante speciale delle Nazioni Unite Leila Zerrougui. L’Italia e’ in prima linea per aiutare, ha detto nel suo intervento in Consiglio il rappresentante permanente italiano Sebastiano Cardi, consapevole che “in troppe parti del mondo le violazioni contro i bambini, compresa la violenza sessuale, sono effettuate con impunita'”.

C’e’ una Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo con un protocollo opzionale relativo, per l’appunto, alle protezioni in guerra: “Ogni ragazzo o ragazza che si salva dal flagello della guerra rappresenta la speranza per un futuro migliore”, ha detto Cardi auspicandone la ratifica universale.

L”ambasciatore italiano ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto per sviluppare un programma completo e sistematico di formazione dei peacekeeeper per la protezione dei minori: una iniziatiche vede l’Italia coinvolta attraverso il CoESPU, il centro di eccellenza per le Stability Police Unite con sede a Vicenza.

C’e’ poi il ruolo svolto dalla Cooperazione italiana: lo ha posto in evidenza il numero due della missione Inigo Lambertini in Assemblea Generale: parlando in un dibattito sulla responsabilita’ di proteggere, Lambertini ha sottolineato l’impegno italiano a rafforzare le istituzioni giudiziarie indipendenti e per i diritti umani e nell’assistenza umanitaria ai civili colpiti dai conflitti:  “Continuiamo a prestare molta attenzione alle forze di pace e alla formazione delle unità di polizia in materia di diritti umani in particolare alla protezione dei diritti dei bambini e delle donne nelle situazioni legati ai conflitti”.

Il dibattito in Consiglio di Sicurezza ha affrontato anche il problema dei bambini soldato. L’Isil – ha detto la Zerrougui – prende bimbi anche di 13 anni e li costringe a poirtare armi, custodire luoghi strategici o arrestare civili:”Altri bambini sono usati come kamikaze”. Tra i bimbi morti per mano di jihadisti dello Stato Islamico alcuni sono rimasti vittime di esecuzioni sommarie. E in Nigeria oltre 200 ragazze rapite da Boko Haram sono ancora nelle mani dei sequestratori mentre gruppi armati continuano a attaccare e rapire bambini.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts