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Riforma: negoziato su Cds rinviato a prossima Assemblea

John Ashe

NEW YORK – Nulla di fatto anche stavolta sulla riforma del Consiglio di Sicurezza, e i timori di una “spallata” di paesi come Germania, Giappone, India e Brasile per entrare come membri permanenti entro il 2015 si allontanano. Prendendo atto che senza un “nuovo approccio” la riforma resterà carta bianca, l’Assemblea Generale uscente ha deciso che i negoziati intergovernativi tra stati membri ripartiranno con la prossima Assemblea Generale che si insedierà il 16 settembre: sara’ riunito in questo contesto, così come in passato, un gruppo di lavoro “open ended”.

E’ stata una decisione (o se si vuole una non decisione) in linea con la strategia del gruppo di Paesi “Uniting for Consensus”, in cui si riconosce anche l’Italia: no a scadenze artificiose come ad esempio quella dei 70 anni dell’Onu nel 2015 che avevano indotto altre capitali a un pressing intenso per chiudere la partita riforma entro il prossimo anno.

“E’ necessario un nuovo approccio”, ha detto il presidente dell’Assemblea uscente John Ashe ricordando che al suo insediamento aveva sperato di accelerare i tempi. Senza illusioni sulla grandezza e la complessità del tema, Ashe aveva intrapreso negoziati con gli stati: “Sarebbe ingenuo sottovalutare le sfide – ha detto oggi – e tuttavia la riforma del Consiglio di Sicurezza e’ uno di quegli argomenti da cui gli stati membri non devono tirarsi indietro”.

Hanno preso la parola rappresentanti di campi contrapposti: per il Brasile, anche se oggi e’ stato deciso il rinvio, il mandato di Ashe sara’ ricordato come un momento in cui il tema della riforma e andata avanti. Senza riforma – ha aggiunto il rappresentante brasiliano – c’e’ il rischio che le stesse Nazioni Unite vengano screditate. Più’ negativa l’India: Delhi e’ delusa perche’ “non e’ stato fatto alcun progresso rispetto all’anno scorso”.

Secondo la Cina, uno dei P5, il rinvio e’ stata una mossa pragmatica: ora occorre sforzarsi di mettere a punto un pacchetto che tenga conto gli interessi e le preoccupazioni di tutte le parti. Per il Pakistan che fa parte con l’Italia del gruppo Ufc, l’Assemblea ha preso una decisione “prudente e saggia”. La riforma – ha commentato il rappresentante italiano Sebastiano Cardi – va perseguita in buona fede e in modo aperto, trasparente e inclusivo in modo da arrivare a una soluzione che raccolga il massimo consenso tra gli Stati Membri. (9 settembre 2014)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts