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Mari puliti: nuotando per sette mari del mondo

Lewis Pugh raccoglie spazzatura nell'Egeo, foto di Kevin Troutman

(Alessandra Baldini)

NEW YORK – Nuotare per i sette mari del mondo per un mondo di mari puliti: si e’ da poco conclusa l’impresa del maratoneta del nuoto Lewis Pugh e il quadro ricavato e’ scoraggiante: “Avevo sottostimato l’urgenza del problema per cui mi ero impegnao a nu9tare. Pensavo che mari e oceani in salute fossero per il bene dei nostri figli e dei nipoti. Ora capisco che e’ per noi”.

E’ molto peggio di quanto Pugh pensasse: “Sono rimasto scioccato sia da quel che ho visto che quel che non ho visto” nuotando nel Mediterraneo, Adriatico, Egeo, Mar Mero, Mar Rosso e i Mari Arabico e del Nord. Quattro settimane di lunghe distanze, la tappa piu’ lunga di 60 chilometri per due giornate intere di nuoto.

L’impresa di Pugh, che punta alla creazione di nuovi parchi marini, coincide con la tre giorni ad Atene organizzata dall’Unep e con  una nuova campagna di sensibilizzazione portata all’Onu dall’artista italiana Cristina Finucci il cui Garbage Patch State, lo stato senza confini composto dai residui di plastica galleggianti negli oceani, e’ approdato nella loby delle Nazioni Unite. Un enorme serpentone, una marea di spazzatura non biodegradabile per attirare l’attenzione di capi di Stato e di governo e diplomatici venuti a New York per l’Assemblea Generale e in occasione della presidenza italiana dell’Unione Europea. Il progetto si chiama ‘Wasteland’, lo Stato spazzatura fondato dalla Finucci per associare un’immagine concreta e tangibile al disastro ambientale costituito dai residui plastici negli oceani: l’equivalente di oltre 16 milioni di km quadrati, divisi in cinque gigantesche isole – invisibili a occhio nudo, dagli aerei o dai satelliti – per effetto della fotodegradazione, che non li biodegrada al 100% ma crea la cosiddetta ‘zuppa di plastica’.

E’ la stessa “zuppa” che ha visto Pugh nuotando per i sette mari: come racconta lui stesso in un op-ed sul New York Times, “non ho visto squali, ne’ balene, ne’ delfini. Non ho visto pesci più lunghi di 35 centimetri, i più’ grandi sono stati putti pescati. Ho visto invece, nuotando nell’Egeo, il fondale coperto di spazzatura, buste di plastica e copertoni, lattine, scarpe, vestiti. Mentre il Mar Nero era pieno di Mnemiopsis, una specie di meduse a rapida riproduzione: non e’ una specie indigena ma portata sulla scia delle navi e che ha distrutto l’ecosistema”.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts