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Kosovo, cultura e riconciliazione: una mostra di Intersos

(di Anna Capasso) ROMA- La ricostruzione e il rilancio del patrimonio culturale del Kosovo per far riavvicinare le comunità serbe e albanesi in un territorio dilaniato dal conflitto: questo l’ambizioso progetto dell’organizzazione umanitaria Intersos, che ha voluto illustrare il lavoro svolto con una mostra fotografica inaugurata giovedì 2 ottobre nello splendido Cortile di Via Margutta, a Roma. Dal titolo “L’arte della pace. Il patrimonio culturale e il dialogo per la riconciliazione post-conflitto”, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino all’11 ottobre 2014, dalle 15.30 alle 19.00.

Nella cerimonia di apertura, il presidente di Intersos Nino Sergi ha ripercorso la storia della collaborazione con il Kosovo: un legame nato nel 1998 con interventi urgenti di assistenza ai profughi, di bonifica di terreni minati e di ricostruzione di abitazioni e infrastrutture sociali; e poi, dopo due anni di interventi umanitari, trasformatosi in un programma di alto valore simbolico. Obiettivo: restaurare gli edifici del patrimonio ottomano-islamico dei XV-XII secolo e di quello serbo-ortodosso dei XIII-XIV secolo, distrutti o danneggiati dalla guerra. “Un’iniziativa – ha affermato Sergi – che mirava a costruire un rapporto di fiducia fra la comunità serba e quella albanese”. Intersos, secondo quanto ha ricordato il suo presidente, non si era mai occupata di arte o di restauro architettonico, ma ha colto questa occasione per favorire una riconciliazione.

Gli edifici maggiormente danneggiati erano chiese e moschee: luoghi simbolo per entrambe le comunità, e proprio per questo finiti nel mirino di chi intendeva distruggere la cultura e annientare le radici dei due popoli. Secondo Donatella Cavezzoli e Francesco Della Corte, i due architetti che hanno guidato l’iniziativa, l’obiettivo non era semplicemente quello di rifare gli edifici, bensì di ridare ai monumenti lo stesso splendore e la stessa bellezza di quando erano stati costruiti secoli fa. In questo modo, ciò che era stato simbolo dell’odio e della divisione, poteva diventare occasione di dialogo. Del resto, durante l’apertura della mostra fotografica romana, è stato riferito che ogni inaugurazione degli edifici ristrutturati permetteva alla due comunità di incontrarsi e dialogare, abbattendo le barriere che da anni li dividevano.

Le 45 immagini che costituiscono la mostra fotografica mostrano lo straordinario lavoro che l’associazione umanitaria ha effettuato in quei luoghi, come gli interventi di tutela degli affreschi del Patriarcato serbo-ortodosso a Peje/Pec, la città più vicina all’Albania, nel 2002; o la riabilitazione del Leontije Konak del Monastero di Decan/i tra il 2004-2005. Nonostante ci siano ancora gruppi che ancora fomentano i contrasti in alcune aree, Intersos ha dato un contribuito importante a ristabilire un equilibrio che sembrava impossibile. A 15 anni dalla fine della guerra, il Kosovo è stato riconosciuto da più di cento Paesi, ha avviato rapporti con la Serbia, sta tutelando la convivenza delle diversità e si sta orientando all’associazione all’Europa.

L’inaugurazione della mostra romana si è conclusa con le parole di Antonio Organtini, direttore generale del Centro regionale Sant’Alessio-Margherita di Savoia, che ha ospitato la mostra fotografica all’interno della manifestazione “La Gioconda in Via Margutta. Una carezza per Monnalisa”: una collezione di traduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti come “La nascita della Venere” di Botticelli, l’“Allegoria della Prudenza” di Tiziano.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts