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Ebola: Centri DREAM di Sant’Egidio in prima linea in Guinea

CONAKRY – I centri DREAM in prima linea nel contrasto dell’Ebola in Guinea: a Conakry, Fassià e Dubrekà in questi mesi l’attività dei centri della Comunita’ di Sant’Egidio che hanno in cura più di 3000 persone per lo più malati di Aids si è trovata a far fronte a questa nuova, grave emergenza.

Sono state potenziate le misure di prevenzione (lavaggio delle mani con acqua clorata, guanti, mascherine e altre protezioni per i prelievi e per il laboratorio di analisi…) per proteggere sia il personale che i pazienti, ed è stata svolta un’azione capillare di monitoraggio, in particolare sui pazienti che interrompevano la frequenza al centro. Contemporaneamente è cominciata un’importante campagna di educazione sanitaria e di sensibilizzazione sulle vie di trasmissione e sulle misure di prevenzione. Si intende così limitare l’impatto dell’epidemia di Ebola sullo stato di salute di persone in cura per l’HIV, assicurando lo stesso standard di cure ricevuto fino ad oggi e proteggendo personale e pazienti in maniera adeguata; allo stesso tempo si collabora alla sorveglianza epidemiologica attraverso uno screening della popolazione in cura nei centri.

DREAM e’ l’acronimo di Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition: il programma ad approccio globale per curare l’AIDS in Africa e’ stato avviato nel febbraio 2002 dalla Comunità di Sant’Egidio in Mozambico ed e’ attivo in Malawi, in Tanzania, in Kenya, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, nella Repubblica Democratica del Congo, in Camerun. Dopo Ebola, l’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite ha effettuato un censimento delle organizzazioni coinvolte nella risposta all’epidemia in Guinea. La Comunità di Sant’Egidio, con il Programma DREAM è stata inserita nei settori della comunicazione e mobilizzazione sociale e della sorveglianza epidemiologica, in 3 prefetture della Guinea. DREAM si occuperà di effettuare uno screening per i malati di HIV e le loro famiglie, d’ informare la popolazione e di monitorare anche a domicilio le persone che hanno avuto un contatto con un malato di Ebola, o quelle che presentano sintomi riconducibili alla malattia, ma che non sono state ricoverate. Per queste attività si utilizzerà il personale e le risorse tecnico-organizzative che il Programma ha già messo in campo in Guinea.

Ecco, in un comunicato della Comunita’ trasteverina, una testimonianza dal campo: “Purtroppo, l’epidemia di Ebola sta modificando la vita e i sentimenti delle persone. A Conakry non ci si saluta più come prima, ci si evita, non si stringe più la mano e si ha paura anche dell’aria che si respira. Molti non mettono più camicie con le maniche corte e si cammina più del solito a piedi. Ma a lavorare bisogna andare e i mezzi di trasporto sono gli stessi: i vecchi taxi gialli in cui si sta in 3 davanti e in 4 dietro. Un bambino accompagnato da un assistente dell’orfanotrofio dove vive, lungo la strada per arrivare al centro DREAM ha avuto mal di pancia in macchina ed ha vomitato: tutti sono fuggiti lontano da lui, lasciandolo solo sul bordo della strada mentre nessuno gli si accostava. Si convive con la paura e si cerca allo stesso tempo di andare avanti.

Anche se la televisione – che con ritardo ha iniziato una martellante campagna per la prevenzione – non parla di coprirsi il volto e il naso, molti lo fanno. Anche davanti ai chioschi e ai piccoli bar c’è l’acqua clorata. E non si va più ai funerali o, prima di recarvisi si raccolgono notizie dettagliate su come il familiare è deceduto. Si sta pagando un prezzo alto in vite umane, ma si muore anche per la paura come dimostra il fatto che nessuno vuole più entrare in ospedale: il cancello d’ingresso è diventato il cancello di Ebola e nessuno vuole varcarlo.

In questo momento così grave i centri DREAM sono diventati un riferimento per quanti hanno paura, sono confusi e non sanno cosa fare. I pazienti continuano a rispettare gli appuntamenti. Non saltano i farmaci e c’è chi ha insistito per fare il prelievo anche senza avere un appuntamento convinto che nel centro DREAM si poteva diagnosticare anche il virus Ebola. Se questo ancora non si può fare, di certo trovano con DREAM spiegazioni corrette, un aiuto per gestire il meglio possibile la propria vita in famiglia e al lavoro, consapevoli che non vogliamo perdere nessuno né lasciar solo nessuno nel caso di infezione.

La sensazione è che molti di loro abbiano vissuto, a causa dell’AIDS, un percorso di resilienza dalla malattia ad una vita nuova: ciò aiuta ad affrontare questa sfida, senza cercare capri espiatori da accusare per il diffondersi dell’infezione e a non credere a promesse di cure inesistenti. C’è anche chi è guarito da Ebola e queste guarigioni offrono speranza e possono aiutare altri a non nascondersi e a cercare le cure”.

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts