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Pena di morte: Oklahoma, una “death chamber” da 100.000 dollari

NEW YORK – Tappeto rosso per Charles Warner, condannato a morte in Oklahoma. Per lui l’appuntamento con il boia e’ il 13 novembre. Charles doveva morire già in aprile ma l’esecuzione prima della sua, quella di Clayton Lockett, si era trasformata in una atroce agonia di 43 minuti, così, davvero in extremis, gli fu accordato il rinvio. Adesso pero’ per Warner  i giorni sono contati. Aiutera’ il condannato sapere che sulla sua pelle verra’ inaugurata una “camera della morte” nuova di zecca?

Dal lettino dell’iniezione letale da 12.500 dollari alla moquette costata poco più di 500, dalla macchina per l’ecografia che aiuterà a trovargli le vene agli schermi montati sul soffitto che permetteranno di vedere l’azione da ogni angolo: tutto e’ “state of the art” nei locali fatti visitare in questi giorni ai giornalisti: una macabra coincidenza mentre gran parte del mondo riflette sull’abolizione delle esecuzioni nella giornata mondiale contro la pena di morte.

Dal segretario generale Ban Ki moon al ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, l’appello unanime e’ allo stop di una pratica che, come ha detto Ban, “non ha posto nel 21esimo secolo”. Mobilitate le Ong, dalla Comunita’ di Sant’Egidio che dedica due convegni all’Asia e rilancia la campagna Citta’ per la Vita, a Nessuno Tocchi Caino che punta i riflettori sull’Africa dove Ruanda, Burundi, Gabon, Togo e Benin hanno di recente mandato il boia in pensione.

Non cosi’ in Oklahoma, dove il 29 aprile la lunga agonia di Lockett aveva indotto lo stato a uno stop temporaneo delle esecuzioni: li’, come in 31 altri stati americani dove oltre 3.000 condannati attendono il loro destino, la pena di morte continua ad aver posto nei codici anche se alcuni osservano una moratoria di fatto.  Connecticut, Maryland e New Mexico hanno abolito la pena capitale ma la misura non e’ retroattiva: i prigionieri delle loro “death row” possono sempre finire sul lettino dell’iniezione.

Ai reporter condotti in visita nel penitenziario di McAlester, il direttore delle “operazioni sul campo” Scott Crow ha vantato le capacita’ del nuovo “tavolo operatorio” dotato di un motore elettrico che può alzarsi o abbassarsi per venire incontro “non solo ai bisogni dei testimoni ma alle richieste dei condannati”. Le migliorie della “camera della morte” sono state ordinate dal direttore del carcere Robert Patton dopo il fiasco di aprile a un costo complessivo di 106 mila dollari e qualche spicciolo. Per le stringhe di cuoio che fermeranno braccia e gambe di Warner in attesa dell’ingresso dell’ago in vena, i contribuenti statali hanno pagato quasi 2.000 dollari.

Altri 6.000 dollari sono andati nella macchina per le ecografie che aiuterà il boia a trovare le vene. Sono stati ordinati 34 nuovi aghi (quelli in dotazione prima non erano della giusta misura, ha scoperto l’inchiesta seguita al caso Lockett) e nuove siringhe. Ed e’ stato anche approvato un nuovo protocollo di esecuzione su cui il penitenziario ha diffuso scarsi dettagli se non per rivelare che il numero dei giornalisti ammessi come testimoni e’ stato dimezzato: da 12 saranno d’ora in poi appena cinque, una misura necessaria – ha spiegato Crow – per far più spazio al boia nella cosiddetta “chemical room” dove i tecnici della morte somministrano le iniezioni letali. (10 ottobre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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