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In mostra alla SIOI 70 anni di politica estera italiana

ROMA – Non era ancora finita la guerra. Settanta anni fa, nel dicembre 1944, Alcide De Gasperi, ministro degli Esteri del Governo Bonomi, intuì, in un’Italia ancora in gran parte occupata dalle truppe tedesche, l’apporto che una istituzione come la SIOI (Societa’ Italiana per le Organizzazioni Internazionali) avrebbe potuto assicurare al Governo italiano nel suo ritorno sulla scena internazionale negli anni difficili della transizione postbellica. Convinto che l’Italia democratica avrebbe ricevuto la sua piena legittimazione internazionale con l’ammissione alle Nazioni Unite, De Gasperi volle che la SIOI presentasse la propria candidatura alla costituenda Federazione Mondiale delle Associazioni per le Nazioni Unite – la World Federation of the United Nations Associations (FMANU – WFUNA). Nel 1946 la SIOI entra nella WFUNA diventando, così, l’antenna delle Nazioni Unite in Italia dieci anni prima dell’ingresso del nostro Paese all’ONU.

La mostra punta i riflettori sulla vocazione internazionale di un Paese come l’Italia. All’espansione in ambito internazionale dell’azione della Società corrisponde anche un’intensa attività del governo sul fronte estero. La politica estera diventa una priorità: molte delle azioni e strategie del Paese nascono proprio a Palazzetto Venezia. Sono gli anni in cui l’Italia scopre un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale, e la SIOI diventa diretta testimone di incontri (a porte chiuse e pubblici) che favoriranno anche la nascita di alleanze, accordi e decisioni storiche.

Un immenso patrimonio storico e culturale: la SIOI ha deciso di raccontarlo nella mostra “1944-2014: i 70 anni della SIOI”. Centinaia di scatti inediti, dal Novecento ad oggi, che sottolineano come Palazzetto Venezia, subito dopo la liberazione di Roma, sia divenuto il cuore di idee e dibattiti sulla geopolitica mondiale, uno specchio di sette decenni della politica estera italiana.

La mostra – aperta dal 20 ottobre al 10 dicembre, dal lunedì al venerdì co orario continuato dalle 10 alle 17 e ingresso gratuito – si compone di una quarantina di pannelli contenenti foto inedite che partono dalla storia del Palazzo: gli anni in cui il Cardinale Pietro Barbo fece erigere il Palazzetto (1455), la sua trasformazione da Palazzo della Serenissima (1638) a Palazzo degli Ambasciatori (1766), fino alla denominazione di Palazzetto Venezia (1840). Ma anche il momento in cui, agli inizi del Novecento, per dare un colpo d’occhio al monumento del Vittoriano, il Palazzetto viene completamente smontato, spostato e ricomposto.

Gli anni dal 1944 in poi sono molto significativi. Descrivono quando il nostro Paese era drammaticamente spaccato in due e la guerra continuava a devastare il nord della penisola. Fu allora che un gruppo di giovani giuristi, profondamente legati ai valori della libertà e della democrazia, decise di manifestare un segno che non fosse quello dell’autarchia e del nazionalismo del “ventennio”, affermando che anche in Italia vi erano persone che credevano nella collaborazione tra i popoli.

La SIOI nasce presumibilmente in casa di uno di loro e di certo fu nel clandestino che maturarono e si espressero i nuovi ideali. Si racconta che fidanzate e mogli di questo gruppetto di giovani fossero coinvolte nella fabbricazione della grande bandiera che avrebbe dovuto essere esposta non appena ci si fosse impadroniti della sede prescelta.

Nel 1944, dopo la liberazione di Roma, Palazzetto Venezia viene occupato dagli internazionalisti. Roberto Ago, Dionisio Anzilotti, Niccolò Carandini, Luigi Einaudi, Riccardo Monaco, Umberto Morra, Tomaso Perassi, Norberto Bobbio sono alcuni tra coloro che, a partire da quegli anni, iniziarono a legare indissolubilmente i loro nomi all’avventura della SIOI. La prima seduta dell’Assemblea costitutiva della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale si apre il 4 ottobre 1944. Sono presenti Guido Gonella, Arturo Carlo Jemolo, Gaetano Morelli, Umberto Morra, Tomaso Perassi, Rolando Quadri, Luigi Salvatorelli, Roberto Ago. La presidenza viene offerta a Dionisio Anzilotti, maestro degli internazionalisti italiani, già Presidente della Corte dell’Aja.

Da quel 4 ottobre in poi è tutto un susseguirsi di visite, incontri bilaterali, riflessioni strategiche e dibattiti sulle relazioni internazionali, cui partecipano e prendono la parola i principali leader italiani, ma anche importanti Capi di Stato, di Governo e ministri degli Esteri stranieri. Anche gli intellettuali stranieri più stimati del tempo bussano alla porta della SIOI, come il filosofo francese Jacques Maritain (1946), ambasciatore presso il Vaticano, considerato l’ispiratore di Papa Paolo VI.

Dal primo presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, all’ultima visita nel 2004 fatta da Carlo Azeglio Ciampi, gli scatti della mostra raccontano tutti i Capi di Stato italiani che hanno varcato il portone di Piazza San Marco 51, sede della SIOI. Così come l’attività portata avanti, attraverso la Società, da molti ministri degli Esteri: Carlo Sforza (foto degli anni 1947 – 1951), Antonio Segni (1961), Aldo Moro (1970), Gaetano Martino (foto del 1955-1956), Arnaldo Forlani (1977). Si pensi alle trattative di adesione alle Nazioni Unite e NATO, o agli incontri tra il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi ed il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber.

Presenti nella mostra anche gli scatti della riunione privata tra Nicolò Carandini (allora presidente della SIOI) e Leone Cattani per la nascita del Partito Radicale (1955). Gli incontri con i ministri degli Esteri Gaetano Martino e Aldo Moro. La celebrazione dell’ingresso dell’Italia alle Nazioni Unite con il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (1956), il presidente della Camera dei Deputati Giovanni Leone, ed il presidente della Corte Costituzionale Enrico De Nicola.

E poi ancora le foto dei giovanissimi Eugenio Scalfari vicesegretario nazionale del Partito Radicale (1962), Giulio Andreotti ministro della Difesa (1963), ed Emilio Colombo ministro dell’Industria e Commercio (1961). Gli incontri con Ferruccio Parri (1961), con il principe Aga Khan (1963), con l’allora professore della Harvard University Henri Kissinger (1965), prima che diventasse Segretario di Stato americano, con il primo segretario del Partito Socialista francese Francois Mitterrand, ed il sindaco di Parigi Jacques Chirac.

Ancora, la visita del ministro degli Esteri israeliano Abba Eban a ridosso della guerra dei sei giorni, quella del ministro degli Esteri iraniano Seyed Kamal Kharazi durante il governo Khatami, e quelle di due segretari generali dell’ONU: U Thant e Kurt Waldheim. La partecipazione dell’avvocato Gianni Agnelli all’attività della sezione torinese della SIOI. Le testimonianze del Sottosegretario Susanna Agnelli, del Commissario Europeo Emma Bonino, dei Presidenti della Repubblica Francesco Cossiga e Sandro Pertini, o di uomini politici come Pier Luigi Bersani, Achille Occhetto, Luigi Caligaris, fino ai nostri giorni.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts