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Consiglio di Sicurezza: Italia per limiti a veto

NEW YORK  – I meccanismi del veto sono al centro della riforma del Consiglio di Sicurezza e l’Italia si unisce a quanti chiedono un codice di condotta dei cinque membri permanenti in caso di atrocita’ di massa. “Il potere di veto presume una chiara responsibilita’ di prevenire e porre fine questo tipo di atrocita”, ha ha detto il numero due italiano Inigo Lambertini intervenendo in un dibattito aperto in Consiglio di Sicurezza sui metodi di lavoro dei Quindici.

Numerosi membri, tra gli oltre 50 che hanno partecipato al dibattito, si sono pronunciati oggi a favore di limitazioni del veto: tra questi, oltre la Francia che se ne fa paladina da mesi in caso di crimini di guerra e genocidi, anche sei membri dell’attuale Consiglio. Lambertini ha sottolineato il ruolo cruciale dei Quindici nel regolamento delle relazioni internazionali: “L’Italia si oppone a qualsiasi tentativo di delegittimazione, allo stesso tempo siamo tutti consapevoli che il sistema attuale, che non corrisponde alle realta’ del mondo di oggi, ha impedito in alcuni casi al Consiglio di dare una risposta adeguata a casi di atrocita'”.

Riferendosi al numero maggiore di dibattiti aperti e alle sessioni conclusive informali di ogni mese di presidenza, il rappresentante italiano ha espresso apprezzamento per i miglioramenti tesi a rendere più trasparenti i metodi di lavoro del Consiglio. Non e’ pero’ abbastanza. Secondo l’Italia, serve una maggiore interazione tra Consiglio e Stati membri attraverso consultazioni regolari e rapporti dettagliati, coinvolgimento delle organizzazioni regionali, contatti con gli altri organismi delle Nazioni Unite e con le nazioni che contribuiscono truppe alle operazioni di pace dell’Onu nel mondo.

Serve anche un meccanismo per il deferimento di casi alla Corte Penale Internazionale e per assicurare che i mandati di arresto siano effettuati: “Il non rispetto dei mandati ordinati dalla Corte – ha detto Lambertini – costituisce una violazione del diritto internazionale e, in caso di deferimento da parte del Consiglio, una violazione della carta dell’Onu”. (23 ottobre 2014)

Il testo dell’intervento:

http://www.italyun.esteri.it/Rappresentanza_ONU/Menu/Comunicazione/Archivio_News/2014_10_23_Lambertini_CdS.htm

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts