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Data revolution per sviluppo sostenibile: Giovannini all’Onu

Enrico Giovannini

NEW YORK – I nuovi obiettivi dello sviluppo sostenibili basati sulla data revolution: per non essere né vittime della marea di numeri che ogni giorno ci sommerge, né artefici del caos generato dalla loro non sempre eccelsa e non sempre controllata qualità. A meno di un anno dalla definizione dell’agenda post 2015 il segretario generale Ban Ki moon ha dato mandato a un gruppo di esperti di mettere a punto criteri solidi per arrivare a quel Rapporto di Sintesi che gli hanno chiesto gli stati membri. Il dossier dell’Independent Expert Advisory Group (IEAG) on the Data Revolution for Sustainable Development e’ pronto: lo presenta all’Onu domani l’italiano Enrico Giovannini, dal 2001 al 2009 direttore delle statistiche dell’Ocse, dal 2009 al 2013 presidente dell’Istat e poi, fino al febbraio 2014, ministro del Lavoro del governo Letta.

Giovannini e’ stato messo da Ban a testa dell’IEAG assieme al cinese Robin Li, il fondatore del motore di ricerca cinese Baidu e l’uomo che per Wikipedia è il più ricco della Cina. Con Li, il professore di statistica di Tor Vergata ha coordinato il lavoro di una ventina di esperti.

“Nei numeri che circolano ci sono troppe disomogeneità. Troppi disallineamenti. Forti ritardi nella loro produzione.  Quindici anni fa l’Onu ha fissato degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il monitoraggio non ha funzionato come si sperava. Perché i sistemi di rilevazione e di produzione dei dati nei Paesi in via di sviluppo non sono stati in grado di fornire le informazioni”, ha spiegato in settembre Giovannini al Sole 24 Ore: “La sfida è quella di sviluppare un sistema mondiale efficiente per monitorare in continuazione se i Paesi si muovono verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (relativi all’economia, alla società, all’ambiente, alla pace, ecc.) che l’Onu definirà l’anno prossimo. Senza dati affidabili questa operazione volta a costruire, per la prima volta, un’agenda politica unitaria a livello globale rischia di non funzionare”.

Secondo Giovannini, sempre nell’intervista al quotidiano di Confindustria, oggi c’è una maggiore accumulazione di conoscenza tecnologica e scientifica. “A parte la diffusione di internet, esistono i satelliti e i sensori fisici. E si è diffusa la cultura dei big data. Si sono, così, create le condizioni perché ai dati di provenienza pubblica come quelli di provenienza privata – penso alle Ong – si possano assicurare i giusti standard di qualità e di indipendenza”.

Ban Ki moon crede molto nella rivoluzione dei dati: “Sta dando al mondo strumenti potenti che ci aiuteranno a creare un futuro piu’ sostenibile”, aveva detto detto il segretario nel dar mandato a fine agosto a Li e a Giovannini:  “Le raccomandazioni del gruppo saranno cruciali per il dibattito sugli obiettivi di sviluppo post 2015″. (5 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Comment on Data revolution per sviluppo sostenibile: Giovannini all’Onu

  1. I dati sono fondamentali, chiarezza e trasparenza per poter partecipare, decidere e deliberare.

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