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Sviluppo post 2015: Giovannini, mobilitare “data revolution”

Enrico Giovannini

NEW YORK – “In Italia quando si parla di statistiche si aggiunge spesso l’aggettivo ‘aride’. Ma le statistiche non sono aride. Sono persone, sono vita, sono il pianeta”: a nove mesi dal vertice che nl settembre 2015 terra’ a battesimo la nuova agenda Onu per un mondo sostenibile l’ex presidente dell’Istat Enrico Giovannini e’ oggi al Palazzo di Vetro per tenere a battesimo il primo sforzo di mettere la Data Revolution al servizio dello sviluppo.

“I dati sono la linfa vitale del processo decisionale e la materia prima della trasparenza”, ha detto l’ex ministro del Lavoro del governo Letta, dal 2001 al 2009 direttore delle statistiche dell’Ocse e oggi professore di statistica a Tor Vergata, tenendo la battesimo il primo rapporto dell’Independent Expert Advisory Group (IEAG) on the Data Revolution for Sustainable Development: 28 pagine di raccomandazioni ai vertici delle Nazioni Unite e al segretario generale Ban Ki moon, incontrato oggi nel suo studio al 38esimo piano del Palazzo di Vetro.

Senza dati non sappiamo quanti bambini nascono e a quale eta’ si muore, quanti uomini, donne, bambini vivono ancora in poverta’, quante scuole sono necessarie e quanti medici, se le emissioni di CO2 aumentano e la fauna ittica degli oceani e’ pericolosamente bassa. E ancora, chi lavora e dove, e quali attività economiche sono in espansione. “Sapere tutto questo richiede uno sforzo sistematico di scoperta. Significa la ricerca di dati di alta qualita’, ma il problema e’ che spesso i dati arrivano troppo tardi, o non sono disseminati propriamente, oppure la gente non sa come usarli. Ci sono dunque opportunita’ e rischi”, ha detto l’esperto italiano che in agosto proprio Ban ha nominato con il cinese Robin Li, fondatore del motore di ricerca cinese Baidu e l’uomo che per Wikipedia è il più ricco della Cina, alla testa di un gruppo di una ventina di esperti incaricati di mettere a punto criteri solidi per arrivare a quel Rapporto di Sintesi che gli hanno chiesto gli stati membri in vista della transizione dagli Obiettivi el Millennio all’agenda post 2015.

Le raccomandazioni si imperniano i “principi chiave” per mettere le redini a una rivoluzione che e’ già tra noi ed in esponenziale crescita: secondo una stima il 90 per cento dei dati del mondo e’ stato creato negli ultimi due anni. Si parla dunque nel rapporto di “qualita’ e integrità’ dei dati” e di loro disaggregazione: “Nessuno dovrebbe essere invisibile, sia pure nel rispetto della privacy individuale, i dati dovrebbero essere disaggregati nelle loro varie dimensioni come, geografia, ricchezza, disabilita’, sesso, eta”. C’e’ un ruolo anche per i media – ha detto Giovannini: “Troppo spesso i dati sono presentati in modo incomprensibili ai più”. Le raccomandazioni – ha aggunto il professore di Statistica a Tor Vergata – suggeriscono un programma di azione in quattro aree: standard e principi; tecnologia, innovazione e analisi, capacita’ e risorse; leadership e governance. Sta a Ban e ai suoi collaboratori decidere se e come implementarlo.

Ban Ki moon crede molto nella rivoluzione dei dati: “Sta dando al mondo strumenti potenti che ci aiuteranno a creare un futuro piu’ sostenibile”, aveva detto detto il segretario nel dar mandato a fine agosto a Li e a Giovannini:  “Le raccomandazioni del gruppo saranno cruciali per il dibattito sugli obiettivi di sviluppo post 2015″. (6 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts