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Pillay: Europa appoggi Palestina in Corte Penale

NEW YORK – L’Europa deve sostenere  una richiesta della Palestina di aderire alla Corte Penale Internazionale perche’ la giurisdizione della Corte potrebbe diventare “il vero deterrente per rompere il circolo vizioso del conflitto con Israele”. Lo scrive sul New York Times l’ex alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay.

La Pillay, lei stessa giudice della Cpi dal 2003 al 2008, ricorda che la Corte “ha un ruolo vitale nella prevenzioni di future violenze e nell’assicurare giustizia per crimini che non vengono o non possono venir processati a livello nazionale”. Lo Statuto di Roma, che costituisce la base legale della corte, e’ entrato in vigore nel 2002: 122 paesi hanno aderito.

Attualmente la Cpi non ha giurisdizione su Israele o sulla Palestina perche’ ne’ l’una ne’ l’altra parte hanno aderito allo statuto, Israele per timore di venir accusato di crimini di guerra, mente la Palestina, pur potendo farlo in quanto da due anni Osservatore alle Nazioni Unite, appare riluttante per timore di perdere una pedina di scambio in futuri negoziati.

Secondo la Pillay d’altra parte, in caso di ingresso della Palestina, la Cpi  avrebbe giurisdizione per investigare crimini commessi in Cisgiordania e Gaza a prescindere dalla non adesione dello stato ebraico. “Il problema e’ che Europa e Usa sono contro. Nel caso americano non e’sorprendente, gli Stati Uniti non sono membri della Corte.E’ meno comprensibile per i singoli stati europei e per la Ue”, scrive l’ex alto commissario Onu.

L’Unione europea, osserva la Pillay, e’ un forte sostenitore della Cpi e usa accordi commerciali e di cooperazione per incoraggiare le adesioni rifiutando assistenza a Paesi che rifiutano di collaborare con la Corte. In netto contrasto con questa posizione e’ l’invito di esponenti europei alla Palestina di “usare costruttivamente il suo status dalle Nazioni Unite e non prendere iniziative che possano allontanare ulteriormente da una soluzione negoziata”.

Secondo la Pillay, il messaggio e’ chiaro: “Evitate di aderire alla Corte”. Ed e’ secondo l’ex giudice della Cpi una posizione controproducente anche dal punto di vista di Israele. “Dopo decenni di impunita'”, la Palestina nella Cpi assicurerebbe che israeliani e palestinesi sono processabili per futuri crimini di guerra. “Hamas non continuerebbe a sparare razzi su Israele o nascondere militanti nelle scuole se sapesse che i suoi capi possono finire sul banco degli imputati. Ne’ Israele bombarderebbe ospedali e bambini se sapesse che i suoi leader andranno alla sbarra all’Aja”. Lo spettro della Cpi potrebbe essere cioe’ un “game changer”, secondo la Pillay: “Promettendo serie conseguenze legali per chi commette crimini di guerra, incoraggerebbe entrambe le parti a restare al tavolo dei negoziati”. (7 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts