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Sant’Egidio da Ban: per svolta in Siria salviamo Aleppo

NEW YORK – “Ma dov’e’ che non siete coinvolti?”: da un lato del tavolone al 38esimo piano del Palazzo di Vetro il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon, dall’altro, nel primo bilaterale con questo capo delle Nazioni Unite, i rappresentanti di Sant’Egidio. “Noi gli abbiamo portato la nostra proposta per una svolta nel conflitto in Siria salvando Aleppo, lui ci ha chiesto un contributo per accelerare la smilitarizzazione dei ribelli del Fdlr nella Regione dei Grandi Laghi”, ha raccontato dopo l’incontro che ha sforato i tempi fissati dal protocollo, il presidente della comunità’ trasteverina Marco Impagliazzo.

Un incontro a tutto campo: dalla Siria al Mali al Senegal, da Mindanao nelle Filippine ai Grandi Laghi e alla campagna per la moratoria della pena di morte, per cui Ban ha espresso “forte apprezzamento” per il ruolo propulsivo avuto dall’Italia fin dal 2007, quando per la prima volta l’Onu si pronuncio’ per lo stop alle esecuzioni. Una nuova bozza di risoluzione andra’ ai voti a fine novembre e Impagliazzo si e’ detto “prudentemente ottimista” per un aumento dei “si” o quanto meno delle astensioni anche perche’ “Ban ci crede personalmente. Vuole che questa sia la sua legacy da segretario generale”.
Sant’Egidio, dai tempi della pace in Mozambico all’inizio degli anni Novanta, e’ in prima linea nella mediazione dei grandi conflitti nel mondo. I suoi rappresentanti hanno incontrato più’ volte i capi dell’Onu, da Boutros Boutros Ghali a Kofi Annan, non pero’ prima d’ora Ban Ki moon. “Gli abbiamo portato il nostro apprezzamento per il lavoro dell’Onu. Mai come oggi serve una autorita’ sovranazionale che raccolga i desideri degli uomini per la pace”, ha detto Impagliazzo.
In questi giorni la voglia di pace nel mondo passa attraverso la Siria: quattro anni di conflitto, e Aleppo, dopo la caduta di Mosul, e’ diventata il simbolo di quella convivenza tra popoli e fedi che sembra diventata impossibile: gli ebrei se ne sono andati, i cristiani stanno scappando.  “Quel conflitto e’ così complesso che bisogna prendere un punto di partenza che sia fulcro per il processo di pace”, ha detto Impagliazzo a Ban: “Ma Aleppo sta morendo, e’ in corso un etnocidio, e con la citta’ sta morendo il sogno di popoli diversi di vivere insieme”. Nei giorni scorsi la proposta “Save Aleppo”, lanciata dal co-fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi mesi fa e sottoscritta da leader politici e religiosi tra cui la direttrice dell’Unesco Irina Bukova, e’ stata fatta propria dall’inviato dell’Onu in Siria Staffan de Mistura.
Tanti i temi trattati, tra questi, uno che sta particolarmente a cuore alla comunità trasteverina: la nomina di un inviato speciale Onu che coordini il dialogo interreligioso. “Coinvolgere le religioni nel processo di pace: Sant’Egidio – ha detto Impagliazzo – ci lavora da 30 anni”. (7 novembre 2014)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts