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Peacekeeping: esperta Onu, droni facilitano lavoro caschi blu

Un Falco della Selex ES

NEW YORK – L’esempio “più ovvio” di uso delle tecnologie per rendere più efficiente il peacekeeping sono i droni: “Le prime esperienze con gli aerei non armati senza pilota in Congo hanno dimostrato che aumentano le capacita’ dei caschi blu di rispondere a una più ampia gamma di minacce, rafforzano la protezioni di civili e la possibilita’ di far arrivare aiuti umanitari”. Lo ha detto, in una intervista a Voice of America, Jane Holl Lute, presidente della commissione di esperti su tecnologia e innovazione del peacekeeping insediata in giugno dal Segretario Generale Ban Ki moon.

I droni sono i quattro “Falchi” della Selex ES che, azionati da personale del gruppo Finmeccanica da terra a Goma, pattugliano da quasi un anno le giungle del Congo orientale al servizio della missione Monusco. Secondo la Lute, ex vice ministro Usa per la Homeland Security, le missioni di pace “stanno utilizzando sempre di piu’ fonti di informazione high tech, tra cui le immagini in quasi tempo reale generate da satellite, per migliorare la conoscenza di quanto accade sul terreno, la pianificazione e le decisioni operative”. Soluzioni semplici e pragmatiche che fanno leva sulle tecnologie contribuiscono ridurre l’impatto ambientale delle missioni e a migliorare i rapporti con le comunità che ospitano i caschi blu. Il Department of Field Support, ad esempio, ha iniziato a modernizzare i sistemi di aria condizionata e trattamento delle acque e sta cominciando a generare energie alternative e a usare la tecnologia dei sensori per individuare fonti idriche che non competono con i bisogni locali.

Jane-Holl-LuteLa commissione di cui la Lute e’ a capo e’ stata insediata nell’ambito di una più ampia riflessione sul futuro del peacekeeping e dovra’ fare rapporto entro la fine dell’anno: “I caschi blu operano in situazioni austere e pericolose, in aree remote del mondo che non perdonano errori”, ha spiegato l’esperta americana: “Nuovi compiti vengono richiesti, le linee di demarcazione di campi di battaglia sono sempre più sfumati e ai peacekeepers viene richiesto di confrontare minacce sempre più non convenzionali e  asimmetriche”. Una consapevolezza riecheggiata nel discorso all’American Enterprise Institute dalla Rappresentante Permanente degli Stati Uniti all’Onu Samantha Power.

A volte le sfide sono di base. Il dipartimento Onu per il Field Support “fa un lavoro incredibile per tenere in contatto i peacekeeper in ambienti difficili e remoti” ancora una volta usando le tecnologie: esperti GIS (Geographic Information Systems) dell’UNIFIL hanno sviluppato una piattaforma mobile per consentire ai Liaison Officers della forza di pace a guida italiana nel Libano Meridionale di mantenere con accuratezza la linea di demarcazione tra Libano e Israele assistendo sia le forze libanesi che quelle israeliane a risolvere le dispute che possano nascere lungo quella linea. Mentre l’UNMAS, United Nations Mine Action Service, ha creato app per telefonini e videogiochi che sensibilizzano le popolazioni sulla presenza di mine antiuomo nei lira territori minimizzando la possibilita di incidenti. (9 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts