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Pena di morte: venerdì la moratoria al voto

NEW YORK –  Riparte all’Onu la battaglia per fermare le esecuzioni nel mondo. La pena di morte e’ “irreversibile e irreparabile”: consapevoli di questo concetto di base, e convinti che una moratoria “contribuisca al rispetto della dignità umana” oltre 90 paesi cosponsor andranno al voto venerdì 21 novembre per riaffermare un principio di base dei diritti umani.

La risoluzione all’esame della Terza commissione dell’Assemblea Generale (l’Aula la ratifichera’ in dicembre) e’ stata presentata dal Cile a nome di una coalizione di Paesi rappresentativi di tutti i continenti, dall’Albania alla Nuova Zelanda, dal Venezuela alla Turchia a una serie di Paesi africani tra cui Benin, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea Bissau, Mozanbico, Ruanda,Somalia. L’Italia, con l’Unione Europea, e’ stata in prima linea fin dal 2007 tra i promotori dell’iniziativa che viene messa i voti ogni due anni dall’Assemblea e che, pur non essendo vincolante, ha forte peso morale.

Stavolta tra le modifiche al testo approvato nel 2012 con 111 voti a favore, 41 contrari e 34 astensioni c’e’ una maggiore attenzione ai disabili “mentali e intellettuali”, un paragrafo sui diritti consolari (“ricevere informazioni sull’assistenza consolare nell’ambito di un contesto di azione legale”) e un invito agli Stati membri di fornire all’Onu dati “disaggregati sulle esecuzioni” anche se ogni menzione esplicita a quali tipo di disaggregazione (sesso, eta’, etc) e’ stato eliminato in fase di negoziato.

“La bozza messa ai voti riflette l’impostazione italiana di apertura al dialogo e alla collaborazione”, ha detto dopo un incontro con l’assistente segretario di Stato per i diritti umani Ivan Simonovic la vice-presidente della Camera Marina Sereni, in questi girni all’Onu per una riunione del Comitato Preparatorio della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti sotto l’egida dell’UIP (Unione Interparlamentare): nel testo in votazione si da’ il benvenuto a “passi presi da Stati membri dellOnu”, ad esempio la Cina, per ridurre il numeri di reati per cui può essere imposta la pena di morte e ad altre misure prese negli ultimi due anni per limitarne l’applicazione.

Il negoziato in vista del voto sulla moratoria e’ stato condotto a tutto campo dalla diplomazia italiana, sia al Palazzo di Vetro che nelle capitali. E’ stato accompagnato – come ha sottolineato la Sereni – da una mobilitazione della societa’ civile attraverso l’azione internazionale di organizzazioni non governative come la Comunita’ di Sant’Egidio, che ha in Mario Marazziti uno dei membri del Parlamento italiano in prima linea, Nessuno Tocchi Caino e Amnesty International Italia. (19 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts