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Pena di morte e spose bambine: doppio successo per Italia

NEW YORK – Doppio successo per l’Italia sul fronte dei diritti umani: grazie allo sforzo della diplomazia e della societa’ civile italiana, cresce nel mondo il sostegno alla moratoria della pena di morte. La Terza Commissione dell’Assemblea Generale, quella che si occupa dei diritti umani, ha approvato con con 114 voti, tre in più’ del 2012, la risoluzione che invita i paesi membri a sospendere le esecuzioni. E poco prima, con 118 co-sponsorizzazioni (sei in più dell’anno scorso) e un voto per consenso, la stessa Commissione aveva varato la prima risoluzione di sostanza sui matrimoni precoci e forzati.

B2__fV2IYAAXikrSulla moratoria sono calati i “no”: 36 quest’anno contro i 41 del 2012. Stabili a quota 34 gli astenuti.
Il voto ha confermato il trend che ha visto crescere progressivamente il consenso su raccomandazioni che, pur non avendo valore  vincolante, hanno forte peso morale. Alche anche le co-sposorizzazioni: 95 in tutto. Sono saliti a bordo all’ultimo momento Russia, Nicaragua e Turkmenistan.

Prima del voto, anche a nome della Ue, il Rappresentante Permanente d’Italia all’Onu Sebastiano Cardi aveva espresso l’auspicio per una adozione della risoluzione “con il massimo consenso possibile”. Cardi ha ricordato che fin dal 2007, quando per la prima volta una risoluzione sulla moratoria fu sottoposta al giudizio dell’Assemblea Generale, l’Italia e’ stata tra i più convinti sostenitori della sua filosofia: “Non per l’abolizione della pena capitale, ma di uno stop della sua applicazione”. La Terza Commissione, prima di approvare la risoluzione, aveva respinto un emendamento”ostile” presentato da Singapore e sostenuto da venti paesi che continuano ad avere la pena di morte nei codici: e’ stato respinto con 85 no, 55 si e 22 astensioni.

La risoluzione viene messa ai voti ogni due anni: la ratifica dell’Aula e’ attesa a dicembre. Per la delegazione italiana e europea l’obiettivo era di consolidare il risultato del 2012 con tutte le difficolta’ del caso: negli ultimi due anni alcuni paesi astensionisti o con moratorie di fatto avevano segnalato l’intenzione di ridare lavoro al boia.

E’ stato invece un successo ottenuto grazie a un approccio “flessibile e inclusivo” (come ha riconosciuto nelle dichiarazioni di voto, tra gli altri il rappresentante del Benin) e che ha permesso di portare a casa, nel testo negoziato, alcuni passi  avanti importanti rispetto alla risoluzione del 2012: c’e’ una maggiore attenzione ai disabili “mentali e intellettuali”, un paragrafo sui diritti consolari (“ricevere informazioni sull’assistenza consolare nell’ambito di un contesto di azione legale”) e un invito agli Stati membri di fornire all’Onu dati “disaggregati sulle esecuzioni” anche se ogni menzione esplicita a quali tipo di disaggregazione (sesso, eta’, etc) e’ stato eliminato in fase di negoziato.

poster di Giorgia Butera e Alessandra Lucca

poster di Giorgia Butera e Alessandra Lucca

Soddisfazione anche per i si dell’Onu alla risoluzione sulle spose bambine, una causa sostenuta con forza negli anni scorsi dal’Italia: il Governo italiano è stato tra i promotori del documento che per la prima volta affronta nella sostanza il problema dei matrimoni precoci e forzati, “una prassi che viola i diritti di milioni di minori, per lo più bambine”, si legge in un comunicato della Farnesina in cui si ribadisce “il tradizionale impegno del Paese in favore dei diritti delle donne e dei fanciulli, testimoniato anche dalla campagna contro le mutilazioni genitali femminili”. (21 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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