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Valerie Amos lascia OCHA: dilemma Ban, un altro P5?

NEW YORK -La responsabile delle operazioni umanitarie dell’Onu, la britannica Valerie Amos, ha deciso di dimettersi dal suo incarico, e per il Segretario Generale Ban Ki moon si prospetta una decisione difficile: assegnare l’incarico di capo dell’OCHA (Office  of the Coordnator for Humanitarian Affairs) a una grande potenza (un Paese dei P5) o procedere in base al merito? La Amos restera’ al suo posto fino al 31 marzo per dare tempo a Ban di individuare un successore, tra indiscrezioni che il primo ministro britannico David cameron avrebbe già candidato uno dei suoi fedelissimi, Andrew Lansley. Ban avrebbe chiesto altri nomi. Candidare una sola persona e’ inconsueto, ma non senza precedenti.

Il Segretario Generale ha espresso la sua “profonda gratitudine” alla Amos (i cui oltre quattro anni di servizio sono un record per l’agenzia) per il suo “straordinario servizio per le Nazioni Unite, la comunità internazionale e le persone bisognose”. OCHA gestisce un personale di 1.900 persone e la Amos ha retto l’agenzia in un periodo di emergenze simultanee, dalla Siria, al Sud Sudan e il Centrafrica.

Valerie Amos, 60 anni, e’ la seconda cittadina britannica dopo John Holmes (dal 2007 al 2010) a occupare l’ufficio da quando e’ stato fondato nel 1992 dopo la fusione di due uffici simili. Negli ultimi anni diplomatici del Regno Unito hanno avuto i vertici di Undp (ora assegnato all’americano Jeffrey Feltman). Gli Stati Uniti hanno anche l’Unicef (Tony Lake) e dal 1992 il World Food Program con sede a Roma, mentre la Francia ha il Dpko (oggi Herve Ladsous) dal 1997, da quando cioe’  Kofi Annan e’ diventato segretario generale, con l’India, uno dei grandi contributori di truppe e aspirante a un seggio permanente in Consiglio di Sicurezza, che aspira alla successione. Il Brasile, un altro Paese dei G4, ha la poltrona della Fao.

Margaret Chan, una cinese, e’ al timone del Who, l’organizzazione mondiale per la sanità di Ginevra, mentre un russo, Yuri Fedotov, e’ il responsabile delle agenzie Onu che hanno sede a Vienna. Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono tutti paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

La Amos e’ arrivata all’OCHA per nomina politica – e’ stata sottosegretario al Foreign Office per lo sviluppo e commissario britannico in Australia – ma si e’ fatta apprezzare nei quattro e più anni del suo mandato durante il quale ha dovuto far fronte a un crescendo di crisi. Le sue dimissioni , dopo un lungo e complicato erano prevedibili ma il fatto che siano arrivate senza particolare preavviso,

ollowed speculation at the United Nations that Ms. Amos, 60, a Briton with a long career in humanitarian work, might soon step down after four years. But the timing was a surprise.

The resignation, which will be effective March 31, did not appear to be related to her performance — she is widely respected — but rather to political maneuvering in Britain, which has become accustomed to its citizens’ holding the post, the under secretary for humanitarian affairs and emergency relief coordinator.

Britain’s prime minister, David Cameron, has asked Mr. Ban to pick one of his political loyalists, Andrew Lansley, for the job. Mr. Ban’s office has pressed Britain for other candidates, two senior United Nations diplomats said. Nominating only one person is unusual, but not unprecedented.

( (26 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts