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Clima: negoziati Onu a Lima con prudente ottimismo

(fonte www.zmescience.com)

LIMA – I negoziati Onu sul clima ripartono da Lima con prudente ottimismo. Da lunedì gli incontri per preparare il vertice di Parigi 2015 da cui dovrebbe uscire un trattato internazionale contro il global warming  riprenderanno a Lima sulla scia del vertice sul clima di New York in settembre e degli ultimi obiettivi fissati da Cina e USA, i Paesi più inquinanti del mondo.

A Lima arriveranno rappresentanti di oltre 190 Paesi – per l’Italia il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti – e rimarranno 15 giorni a lavorare a una serie di progetti per trovare un nuovo accordo globale sul clima che dovrà essere adottato il prossimo anno nella capitale francese. Sarà un test cruciale per i negoziati dell’ONU, che negli ultimi due decenni sono già riusciti a ridurre le emissioni di gas serra, considerate responsabili del riscaldamento globale.

climaIl tempo stringe, la bozza deve essere pronta sei mesi prima di Parigi: il Peru’, un Paese in prima linea sugli effetti del cambiamento climatico (il 70 per cento dei ghiacciai tropicali si trovano sul suo territorio, ma la loro superficie si e’ ridotta del 39 per cento tra il 1939 e 2006), e’ il teatro ideale per i negoziati che si chiuderanno il 12 dicembre. L’Unione europea è pronta a battersi per arrivare nel 2015 a Parigi a chiudere un accordo globale “legalmente vincolante” taglia-CO2. “Lima sarà una pietra miliare” e una tappa “cruciale” ha detto il commissario europeo al clima, Miguel Arias Canete, che insieme all’italiano Galletti, rappresenterà l’Unione europea ai negoziati.

Tra le ragioni per abbandonare il cronico pessimismo che ha finora accompagnato i negoziati sul clima c’e’ l’ingresso in campo di tre delle maggiori economie del mondo: Usa e Cina, che producono circa il 40% di tutte le emissioni globali, si sono impegnati a ridurre le emissioni dopo il 2020: “Il cambiamento climatico non sarà risolto solo dagli Stati Uniti e Cina. Ma certamente non sarà risolto senza di loro” ha dichiarato all’Associated Press la responsabile dell’ONU per il clima Christiana Figueres. All’inizio di quest’anno, la Ue ha annunciato un obiettivo importante per la riduzione delle emissioni entro il 2030. La speranza adesso è che anche gli altri grandi Paesi inquinatori, cioè India, Giappone, Russia e Australia, fissino i loro obiettivi.

I nodi da sciogliere a Lima sono diversi: il primo è la classificazione di Paesi sviluppati e non sviluppati, insieme alla definizione di criteri comuni dei contributi nazionali di riduzione di CO2. Un altro fattore chiave sarà quello economico e poi i termini di un accordo “vincolante”, quest’ultimo punto fortemente avversato da Washington e comunque inaccettabile per Capitol Hill.  “In Peru’ – ha detto la Figueres – deve emergere una bozza concisa di accordo che possa essere spedita alle capitali e ai governi per l’approvazione. Questo richiede impegno e sostegno non solo dei ministri dell’ambiente, ma di presidenti e primi ministri e dei ministri responsabili delle finanze, trasporti, salute, sviluppo internazionale, agricoltura e foreste”. (29 novembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts