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Poltrone Onu: studio Harvard, Svezia sovrarappresentata ai vertici

CAMBRIDGE (MASSACHUSETTS) – La Svezia e’ tra i paesi del mondo il più sovrarappresentato ai vertici dell’Onu. L’Italia invece si piazza malino, al 44esimo posto in una graduatoria elaborata da due studiosi di Harvard e Dartmouth, due degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti. Eric Werker, professore associato di Business, Government e Economia Internazionale a Harvard e l’economista di Dartmouth Paul Novosad, si sono chiesti “chi governi davvero il mondo” puntando i riflettori sul Segretariato delle Nazioni Unite. I risultati hanno sorpreso gli stessi autori dello studio.

carriereQuali potenze hanno piu’ spazio nelle stanze dei bottoni delle organizzazioni internazionali che i Paesi del globo hanno creato per organizzare gli affari del pianeta? Werker e Novosad hanno scoperto che superpotenze politico-economiche come Stati Uniti, Russia, Cina, India e Brasile hanno meno influenza amministrativa di quanto ci si possa immaginare, mentre piccole e ricche democrazie come Finlandia, Svezia e Nuova Zelanda sono ampiamente sovrarappresentati

Il Segretariato ha circa 43 mila dipendenti ma la maggior parte delle decisioni strategiche fanno capo a una ottantina di alti funzionari: “C’e’ una concorrenza spietata tra Paesi e tentativi di influenzare l’assegnazione per occupare queste poltrone”, affermano i due studiosi. Secondo Werker “anche se in teoria questi alti funzionari dovrebbero lasciare la loro identità’ nazionale alla porta, in pratica non succede. Analisi fatte dalle stesse Nazioni Unite e opinioni date da diplomatici nel corso degli anni indicano che i Paesi membri agiscono in base al loro interesse nazionale”.
Per individuare le nazioni vincenti, i due studiosi hanno costruito un database di nomi di alti funzionari del segretariato dal 1945 al 2008: un totale di circa 4.000. Hanno poi paragonato la percentuale di alti funzionari di ciascun Paese alla percentuale della popolazione mondiale rappresentata da quel Paese per determinare la sovrappresentivita’ di ciascuna nazione nel Segretariato. Il risultato e’ stata una cinquina di paesi omogenei in testa alla classifica: Svezia, Norvegia, Finlandia, Nuova Zelanda e Irlanda occupano la top five. Nella top ten entrano Danimarca e Svizzera assieme agli imprevedibili Panama, Giamaica e Uruguay.
La posizione dell'Italia nel corso degli anni secondo lo studio

La posizione dell’Italia nel corso degli anni secondo lo studio

L’Italia, al 44esimo posto, sta sotto la Gran Bretagna (24), la Francia (36), gli Stati Uniti (38), ma davanti a Egitto, Colombia, Pakistan e Polonia e, tra i Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, la Russia (69). Tra gli aspiranti ad affiancare i P5 la Germania e’ al 63esimo posto e il Giappone al 67esimo. L’India, un altro G4, va molto peggio e così Brasile e Cina (89, 83 e 95 rispettivamente). Werker non e’ rimasto sorpreso dalla sovrappresentazione degli scandinavi (la Svezia di ben 21,6 posizioni, al 44esimo posto, contro le due dell’Italia) a causa delle loro lunghe tradizioni in fatto di alti livelli di istruzione e assenza di corruzione: “Il mandato dell’Onu sul personale poggia su tre pilastri: competenza, integrità’ e rappresentazione nazionale”, ha spiegato Werker. A favore di Svezia, Finlandia e Norvegia gioca anche la lunga tradizione di neutralità, una qualita’ ampiamente richiesta per chi deve condurre gli affari dell’Onu.

Secondo i due autori dello studio, oltre ai livelli di istruzione e onesta’ nei pubblici uffici, i paesi della top five condividono altre caratteristiche, a partire dalla disponibilita’ a investire nella diplomazia internazionale sia in termini di numeri di consolati e ambasciate, sia negli stanziamenti a sostegno degli sforzi diplomatici. “Le spese militari erano correlate all’influenza nei primi anni di vita dell’Onu, ma come indicatore conta sempre meno in tempi più recenti”, ha spiegato lo studioso di Harvard.
I Paesi sovrarappresentati hanno invece, come minimo comune denominatore una sorta di “soft power”: la capacita’ di lavorare dietro le quinte delle istituzini internazionali: “A Harvard parliamo di diversi tipi di leadership e a volte i leader migliori sono quelli che raramente devono fare o dire qualcosa ma possono essere molto efficaci dando silenziosamente l’esempio”, spiega Werker: “Questo non significa che, in caso di bisogno possono vincere una battaglia militare, ma la guerra migliore possibile e’ quella in cui non devi sparare un colpo”. (1 dicembre 2014)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts