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Scott Panetti: corte d’appello ferma boia Texas

HUNTSVILLE (TEXAS) – Alla fine e’ stato effetto dei fulmini dell’Onu? Delle proteste di 94 mila cittadini sconcertati dall’esecuzione di un malato di mente? Delle obiezioni di una ventina di conservatori e libertari preoccupati che il boia che uccide uno schizofrenico che soffre di allucinazioni e stati maniacali psicotici sarebbe stato un boomerang per la routinaria applicazione della pena di morte? Fatto sta che Scott Panetti, il condannato a morte del Texas che sarebbe dovuto morire alle 18 del 3 dicembre, stanotte non morirà.

Il Quinto Circuito delle Corti d’Appello ha stabilito in zona Cesarini che il caso e’ troppo complesso e va riesaminato. Le autorità dello stato in testa a numero esecuzioni negli Stati Uniti hanno fatto sapere che “non ci sono ragioni per contestare la decisione con un ulteriore ricorso”. La Corte d’Appello aveva chiesto tempo “per esaminare materiale legale complesso e arrivato in extremis”. Questo non significa che Panetti non finirà sul lettino dell’iniezione ma, come ha confermato l’ufficio dell’Attorney General del Texas, questo non succederà stanotte.

Il detenuto aveva già ricevuto una volta, nel 2007, un rinvio in extremis: era successo allora a 24 ore dall’esecuzione. Stavolta mancavano poche ore quando, in seguito alla richiesta dei suoi legali di una nuova perizia psichiatrica, i giudici d’appello hanno fermato la procedura ricevendo il plauso, tra gli altri, della Conferenza episcopale cattolica del Texas.

Panetti-shaved-head-traid56 anni, del Wisconsin, Panetti e’ stato condannato a morte nel 1995 per aver ucciso, davanti alla ex moglie e alla figlia, i genitori di lei. Un brutale omicidio a cui era seguito un breve sequestro delle due sopravvissute. L’uomo aveva già avuto gravi problemi psichiatrici prima del delitto: una diagnosi di schizofrenia a 20 anni, poi una serie di ricoveri in strutture specializzate per malattia mentale.  Al momento dell’arresto aveva dichiarato che stato un suo “alter ego”, Sarge, ad ammazzare.

Negli Stati Uniti le esecuzioni di minorati mentali sono state proibite nel 2002 dalla Corte Suprema, mentre per i malati di mente la situazione e’ ancora ambigua: la stessa Corte di Washington finora le ha ammesse sempre che il condannato sia in grado di intendere “razionalmente” perche’ e’ finito nel braccio della morte: cosa che sembra discutibile per Panetti che al processo si e’ difeso da se’ chiedendo di chiamare a testimoni
il papa, Gesu’ Cristo e JFK e che sostiene che la sua condanna e’ frutto dell’eterna lotta tra “angeli e forze della luce” e i “demoni e le forze delle tenebre”.

L’applicazione della pena di morte nel caso di Panetti aveva suscitato sconcerto e proteste internazionali. Ieri i due esperti delle Nazioni Unite sulle esecuzioni arbitrarie e la tortura hanno chiesto alle autorita’ texane di fermare l’iniezione letale. Christof Heyns, lo special rapporteur del Consiglio dei Diritti Umani sulle esecuzioni sommarie e arbitrarie, aveva sostenuto che mettere a morte Panetti “violerebbe le salvaguardie che impediscono l’applicazione della pena capitale a individui con disabilita’ psicosociali: sarebbe dunque una esecuzione arbitraria”. E anche Juan Mendez, lo Special Rapporteur sulla torture, aveva ricordato che “la legge internazionale considera l’imposizione della pena di morte su persone con disabilita’ mentali una violazione del bando della tortura e di altre punizioni o trattamenti inumani e crudeli”.

(3 dicembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts