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Cooperazione: Link 2007, linee guida Ocse per imprese for profit

ROMA – Adottare le linee guida OCSE per le imprese multinazionali come quadro di riferimento per le imprese for profit che vogliano entrare in rapporti di partenariato con la cooperazione allo sviluppo italiana. Questa la proposta delle ONG che fanno capo a Link 2007, contenuta in un documento approvato il 3 dicembre.

La riforma della cooperazione approvata la scorsa estate riconosce “soggetti del sistema della cooperazione allo sviluppo italiana” non solo le amministrazioni e gli enti pubblici e le organizzazioni senza finalità di lucro della società civile ma anche, e per la prima volta, i soggetti privati con finalità di lucro. Viene cioè riconosciuta la potenzialità del settore privato di generare crescita e sviluppo inclusivo e sostenibile nei paesi partner, sia investendo risorse proprie, sia in partenariato con governi, ong, organizzazioni internazionali.

“Si tratta di un’innovazione importante in una legge che “mira a  promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui principi di interdipendenza e partenariato”, riconosce “la centralità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria” e persegue, tra gli altri, gli obiettivi fondamentali volti a sradicare la povertà e ridurre le disuguaglianze, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, tutelare e affermare i diritti umani, la dignità dell’individuo, l’uguaglianza di genere, le pari opportunità e i principi di democrazia e dello Stato di diritto”, si legge nel documento delle ONG. Le finalità e i  principi, con i relativi impegni e vincoli, che fino agli anni passati sono stati patrimonio dei soggetti pubblici e dei soggetti non profit della società civile, sono proposti, nel nuovo contesto delle relazioni internazionali, al settore privato profit.

Se, da una parte, la legge riconosce che il sistema della cooperazione italiana allo sviluppo è costituito non solo da soggetti pubblici ma anche da soggetti privati, dall’altra pone quatto condizioni per la partecipazione dei soggetti con finalità di lucro alla realizzazione dei programmi e dei progetti: agire con modalità conformi ai principi della presente legge, aderire agli standard comunemente adottati sulla responsabilità sociale e alle clausole ambientali, rispettare le norme sui diritti umani per gli investimenti internazionali, rispettare i principi di trasparenza e concorrenzialità.

La proposta di Link 2007, a cui fanno capo Cesvi, Cisp, Coovi, Cosv, Medici con l’Africa, Gvc, Intersos, Ipu, Lvia, e’ di usare come metro di ingresso i parametri OCSE, ispirati ai Principi Guida su Imprese e Diritti umani approvati nel 2011 dal Consiglio Onu per i Diritti Umani secondo cui tutte le imprese (sia multinazionali sia medie e piccole) hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani in tutti i contesti di operazione, cioè in ogni paese del mondo.

“L’OCSE e le Nazioni Unite hanno sancito che, al fine di rispettare i diritti umani (ma riteniamo che ciò valga anche per le clausole ambientali, la responsabilità sociale, i diritti del lavoro, il contrasto alla corruzione) ogni impresa deve fare tre cose: adottare un documento di policy che includa un impegno formale a rispettare tali diritti e standard internazionali; metter in atto un sistema di processi interni (di dimensione e sofisticazione adeguata all’attività dell’impresa) che garantiscano che l’impresa rispetta tali diritti e standard; prevedere o prendere parte agli opportuni meccanismi rimediali”, scrivono le ONG impegnate nella cooperazione portando anche esempi di best practices a livello internazionale: in Olanda lo “Strumento Commercio e Industria” (OS bedrijfsleveninstrumentarium) garantisce sussidi alle imprese olandesi che conducono attività che contribuiscono allo sviluppo del settore privato nei paesi in via di sviluppo. Lo Strumento richiede esplicitamente che le imprese partecipanti debbano seguire procedure di due diligence basate sulle Linee Guida OCSE. (6 dicembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts