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UNICRI: convegno a a Roma su jihadisti stranieri

ROMA – Come affrontare il fenomeno dei jihadisti stranieri e di quanti,  dopo aver militato nelle file di organizzazioni estremiste e violente, tornano in patria. Come in Danimarca, il secondo Paese al mondo in Europa per numero di “Foreign Fighters” che ha scelto la difficile via della riabilitazione? O alla maniera britannica, ma anche in Francia, Belgio, Germania, Norvegia: “Se vai in Siria o in Iraq senza buona ragione e poi torni vai dritto in prigione”, come ha ammonito il sindaco di Londra Boris Johnson in un recente articolo sul Daily Telegraph?

Un seminario internazionale di esperti dal titolo “Reintegrating Returning Foreign Terrorist Fighters, Challenges and Lessons Learned” si è svolto alla Farnesina l’11 e 12 dicembre. L’incontro è stato organizzato dall’United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute’ (UNICRI) in collaborazione con il ‘Global Counter Terrorism Forum’ (GCTF). I lavori sono stati aperti dall’Ambasciatore Michele Valensise, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Jonathan Lucas, direttore dell’UNICRI.

Del fenomeno dei Foreign Fighters, esasperato dall’attrazione esercitata dall’Isis e da altri gruppi islamisti in Siria e in Iraq, si e’ occupato il Consiglio di Sicurezza a livello di capi di stato e di governo ai margini dell’ultima Assemblea Generale. La portata del recente flusso di combattenti terroristi stranieri verso numerose aree di conflitto è senza precedenti e rappresenta una minaccia sempre più grande per la pace, la democrazia e la sicurezza, presentando nuove sfide per la comunità internazionale. I terroristi combattenti stranieri provengono da realtà molto diverse fra loro e hanno una varietà di differenti motivazioni e obiettivi. L’unico comune denominatore è che rappresentano una minaccia senza confini.

L’Olanda ha bloccato il rientro di alcuni jihadisti dalla Siria e ordinato a ad altri che lo hanno fatto e saranno messi sotto processo di indossare il braccialetto elettronico. In Belgio, il Paese con il piu’ alto numero di “Foreign Fighters” pro capite, il governo non solo da’ la caccia a chi torna ma mette in stato d;’accusa chi resta ma incoraggia altri a andare a combattere. C’è un crescente consenso globale – e’ emerso al convegno organizzato alla Farnesina – sul fatto che i terroristi non possono essere sconfitti o riabilitati senza interventi che affrontino la radice del problema – le ideologie e le motivazioni specifiche che stimolano livelli allarmanti di reclutamento in queste organizzazioni criminali. Tuttavia, la ricerca e l’esperienza confermano che non esiste un unico approccio efficace o appropriato nei confronti di tutti i detenuti estremisti. Al fine di contrastare il fenomeno vi è la necessità di costruire strategie specifiche che integrino considerazioni sociologiche e specifiche del contesto culturale e di avvalersi di consulenti di tutte le parti interessate, comprese le agenzie statali e organizzazioni della società civile, assorbendo le migliori pratiche e comprovate metodologie.

L’incontro ha affrontato la necessità di condividere le esperienze e conoscenze, per rafforzare l’approccio multilaterale e per inquadrare correttamente le strategie per contrastare il fenomeno come parte degli sforzi di stabilizzazione più ampi nelle situazioni di conflitto. L’UNICRI mira a individuare gli strumenti innovativi di prevenzione e lotta alla radicalizzazione e reclutamento di terroristi, e a fornire agli Stati membri la conoscenza per rafforzare le capacità nazionali.

In particolare, l’istituto dell’Onu per la ricerca sulla lotta al crimine assiste gli Stati membri, su loro richiesta, nella progettazione, sviluppo e attuazione di programmi di riabilitazione e di reinserimento per gli estremisti violenti nelle carceri, a sostegno della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Il programma UNICRI promuove l’attuazione delle ‘Standard Minimum Rules’ per il trattamento dei prigionieri nell’ambito del Memorandum di Roma sulle buone pratiche per la riabilitazione e la reintegrazione degli estremisti violenti, adottata a Istanbul nel giugno 2012 dalla riunione ministeriale del Forum Globale Antiterrorismo.

Durante il workshop di Roma, questioni come le minacce poste dal ritorno di combattenti terroristi stranieri, meccanismi di valutazione e monitoraggio di questo fenomeno, la riabilitazione e il reinserimento nella società, la cooperazione internazionale e il coordinamento tra le agenzie, il trasferimento di conoscenze su questi temi, sono stati discussi con un approccio olistico che incorpora il ruolo degli Stati, organizzazioni internazionali, organizzazioni della società civile, famiglie delle persone coinvolte, e social media.

L’incontro è stato chiuso da Antonio Bernardini, Vice Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale d’Italia. Hanno partecipato esperti, ricercatori e rappresentanti di numerosi Paesi, tra cui Australia, Belgio, Canada, Arabia Saudita, Filippine, Paesi Bassi, Pakistan, Sri Lanka, Regno Unito e Stati Uniti. (12 dicembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts