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Lima: la guerra al “climate change” adesso impegna tutti

LIMA – La guerra al climate change adesso impegna tutti: a notte fonda delegati di 196 Paesi hanno raggiunto un patto sul clima che, per la prima volta nella storia, impegna ogni nazione del Pianeta a ridurre le emissioni di gas serra. Il documento finale della Conferenza di Clima rappresenta il testo base del vertice di Parigi nel dicembre 2015 da cui dovrebbe uscire un patto sostitutivo dell’accordo di Kyoto che entri in vigore nel 2020. “E’ un passo avanti importante verso l’accordo globale”, ha detto il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

B4zAYRuIIAAiqdvInsoddisfatti molti gruppi ambientalisti per il risultato arrivato ben 32 ore dopo la chiusura prevista del negoziato dopo che una serie di Paesi, tra cui Cina e India, avevano espresso preoccupazioni di un peso eccessivo sulle spalle delle economie emergenti. Per Friends of the Earth, “l’unico obiettivo raggiunto e’ di ridurre le chance di un accordo efficace il prossimo anno a Parigi”, mentre secondo la Union of Concerned Scientists il risultato raggiunto nella notte di Lima  “e’ annacquato rispetto alle aspettative della vigilia”.

Il ministro peruviano dell’ambiente Manuel Pulgar-Vidal ha ammesso che “come testo non e’ perfetto, ma include le posizioni di tutte le parti”. L’accordo – cinque pagine, ufficialmente definito Lima Call to Action – prevede che ogni Paese presenti all’Onu nell’arco di sei mesi impegni “quantificabili” ed “equi” di riduzione delle emissioni di gas serra da carbone da riscaldamento, metano e petrolio, oltre ad una dettagliata informazione sulle azioni da seguire. Gli esperti della convenzione del cambiamento climatico dovranno esaminare l’impatto di tali misure, paese per paese, per verificare se sono sufficienti per evitare l’aumento di due gradi centigradi di temperatura: il tetto della soglia di rischio.

Questa struttura rappresenta una svolta nell’impasse che finora aveva fatto marcare il passo ai negoziati dell’Onu sul clima. Finora i negoziati avevano seguito la falsariga del protocollo di Kyoto che nel 1997 aveva richiesto ai paesi indistrializzati agire senza chieder niente alle economie in sviluppo, tra cui Cina e India, due dei grandi inquinatori mondiali.

“L’accordo che sta emergendo rappresenta una nuova forma di cooperazione internazionale che include tutti i Paesi”, ha detto Jennifer Morgan, esperta in negoziati climatici World Resources Institute. L’Unione Europea, che aveva fatto da apripista dando l’esempio di misure stringenti pro-clima, ha accolto con favore domenica l’intesa raggiunta, giudicando che si tratti di “un passo in avanti” perche’ a tutti i Paesi viene chiesto di indicare i loro impegni per ridurre le loro emissioni di gas serra “in modo chiaro, trasparente e comprensibile”. Secondo Galletti, che ha partecipato ai lavori a livello ministeriale della Conferenza di Lima, e’ stato tracciato “un percorso convincente” per giungere, fra un anno, a quell’intesa globale che “non puo’ piu’ essere rinviata”. In una trattativa molto complessa ” l’Europa, guidata dall’Italia, presidente di turno, ha svolto un ruolo importante e coeso, di stimolo e di moral suasion, parlando con una sola voce e mettendo in campo tutta la sua capacita’ diplomatica e le sue relazioni internazionali per raggiungere l’obiettivo dell’accordo”. (14 dicembre 2014)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts