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Moratoria: crescono i si nel mondo, ora 117 contro boia

NEW YORK – Cresce il consenso mondiale per la moratoria universale della pena di morte: la risoluzione per fermare il boia nel mondo ha ottenuto 117 voti in Assemblea Generale, sei in più che nel 2012. I no sono stati 38, 34 le astensioni. Gli Stati Uniti hanno votato in extremis contro la risoluzione, quando il tabellone era stato ormai chiuso: l’ambasciatrice si era distratta.

Per l’Italia, che da anni conduce questa battaglia, e’ motivo di soddisfazione e orgoglio: “Un risultato che corona l’impegno del Paese e dei partner internazionali”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Come tutte le risoluzioni dell’Assemblea Generale anche quella sulla moratoria non e’ vincolante ma ha forte peso morale. Dal 2007 viene votata ogni due anni, e da allora la tendenza e’ stata a un aumento dei si: 104 la prima volta, saliti a 111 nel 2012 e a 117 oggi grazie all’adesione di Somalia, Niger, Eritrea, Figi, Guinea Equatoriale e Suriname. Rispetto al 2007, sono drasticamente calati anche i no: da 52 a 38, meno 30 per cento. Bahrein, Myanmar, Tonga e Uganda sono passati dai no all’astensione. Si in crescita anche rispetto al voto di novembre in Commissione, grazie al lavoro capillare condotto dalla larga coalizione trans-regionale di co-sponsor: tre Paesi in più hanno approvato l’iniziativa.

La risoluzione contiene alcune importanti nuove raccomandazioni per gli Stati membri dell’Onu, quali la disabilità mentale e intellettuale tra i motivi di esclusione nell’applicazione della pena capitale. Come notato da Gentiloni, al successo di oggi “hanno contribuito in maniera determinante la diplomazia e la società civile italiane”, in particolare la Comunità di Sant’Egidio, Amnesty International Italia e Nessuno Tocchi Caino, “parti attive della Task Force costituita alla Farnesina dallo scorso luglio”.

Per Mario Marazziti, presidente del Comitato permanente per i Diritti Umani della Camera, “e’ stato un bel balzo in avanti” e un segnale doppiamente favorevole: “In un momento di guerre e terrorismo organizzato, degli orrori dell’Isis e il massacro dei bambini in Pakistan, e’ stato riaffermato il principio che la pena di morte appartiene al passato”. Secondo Sergio D’Elia di Nessuno Tocchi Caino, che ha condotto una diretta sul voto per Radio radicale dalla sede di “c’e’ una evoluzione positiva in atto: verso la fine dello Stato-Caino e il superamento del fasullo e arcaico principio dell’occhio per occhio”. Amnesty International si e’ affidata ai numeri: nel 1945, all’atto della fondazione dell’Onu, solo otto degli allora 51 stati membri avevano abolito la pena di morte. Oggi 95 Stati Onu su 193 hanno abolito la pena di morte per tutti i reati mentre un totale di 137 sono abolizionisti di diritto o di fatto.

Comune l’apprezzamento per il lavoro della Ue e in particolare dell’Italia che ha fatto della moratoria una priorita’ di politica estera “scegliendo la diplomazia umanitaria come cifra di approccio ai problemi internazionali”, ha detto Marazziti che ha assistito in Aula al voto sulla risoluzione dopo incontri ieri con alcune delegazioni che si sono spostate sul fronte del “si”i: un bravo dunque alla Rappresentanza Permanente italiana all’Onu guidata dall’ambasciatore Sebastiano Cardi “che ha interpretato con grande forza e decisione la linea della Farnesina”. (18 dicembre 2017)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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