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Unifil: Portolano, missione e’ modello per Nazioni Unite

BEIRUT – “Fra le attività di peacekeeping, Unifil è una missione che costituisce un vero esempio, a livello di Nazioni Unite. La situazione è estremamente delicata: un comportamento sbagliato fin da parte del nostro ultimo soldato può avere ripercussioni gravissime; in questo senso, nessuno dei nostri militari ha mai commesso errori”: il generale Luciano Portolano, comandante dell’operazione di pace Onu nel Libano meridionale, parla con la rivista Armi e Tiro. “Da sempre ci prepariamo in anticipo per garantire il massimo rispetto degli usi, delle tradizioni e delle religioni locali. Vorrei dire agli Italiani: siate essere orgogliosi dei riconoscimenti e degli apprezzamenti che i nostri soldati, impegnati nei diversi ruoli, riescono a ottenere in questo paese grazie a una miscela vincente fatta di fermezza e flessibilità”, ha detto il generale che a fine luglio ha ereditato il comando dei caschi blu dal generale Paolo Serra.

Agrigentino, 54 anni, Portolano è il terzo generale italiano che, dal 2007, ottiene dall’Onu il comando di Unifil. Figura di grande prestigio internazionale, ha già comandato missioni in Macedonia, Kosovo, Iraq e Afghanistan. In giugno ha ricevuto la Legion of merit, la più alta decorazione americana per un militare alleato. Nell’intervista il comandante dell’Unifil parla delle minacce che aleggiano sulla missione e sul Libano: “Il fenomeno Isis è una minaccia globale e non è esclusa la possibilità che anche il Sud del Libano possa essere coinvolto. Tuttavia, al momento non abbiamo nessuna indicazione di elementi, o cellule che potrebbero minacciare la nostra area di responsabilità. Secondo le regole d’ingaggio previste dalla risoluzione 1701 dell’ONU i peacekeapers di Unifil hanno unicamente il diritto all’autodifesa e all’intervento per la protezione di civili inermi. Se un nuovo scenario richiedesse di cambiare l’identità della missione, questo potrebbe avvenire solo dopo un intervento politico-diplomatico a livello Onu, con l’accettazione di tutti i 38 Paesi che già contribuiscono alla missione”, ha risposto a una domanda dell’intervistatore.

Molti i problemi che Unifil ha di fronte. In Libano a una popolazione di 4 milioni di libanesi, si aggiungono 2 milioni di profughi siriani e ci sono tensioni che nascono da fattori economici, sociali, religiosi. “Soprattutto dopo i combattimenti di Arsal, dove sono stati catturati e decapitati alcuni membri delle Forze Armate Libanesi, i rifugiati siriani, che in un primo tempo erano stati accolti benevolmente, hanno iniziato a essere mal tollerati dalla popolazione locale”, afferma Portolano: “In alcune municipalità è stato indetto il coprifuoco e, con attività di volantinaggio, i siriani sono stati invitati a tornare nel loro Paese. Noi non rimaniamo a guardare: ho dato mandato ai comandanti che operano sul terreno di intensificare le attività di prevenzione – seppure in modo discreto, per non  allarmare la popolazione – con l’introduzione di pattugliamenti appiedati di militari nostri e delle Laf e tramite l’intensificazione delle attività in aiuto alla popolazione civile”.

Un commento anche sul dialogo tra israeliani e libanesi: “Disponiamo di uno strumento unico che consente alle due nazioni di relazionarsi: il meeting tripartito. In una palazzina situata proprio al confine tra i due Paesi, con cadenza quasi mensile, ha luogo una riunione tra i rappresentanti israeliani e libanesi, alla presenza del Force Commander di Unifil. Fino a poco tempo fa, israeliani e libanesi, pur trovandosi faccia a faccia all’interno della stessa stanza, comunicavano fra loro solo per l’interposta persona del Force Commander. Da tre mesi circa, dietro mio invito, hanno finalmente accettato di dialogare direttamente fra loro, sempre, ovviamente, con la mia mediazione. La nuova modalità di dialogo è stata un passo avanti ed ha riscosso  grande soddisfazione presso le Nazioni Unite”. (19 dicembre 2014)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts