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Da Stazzema all’Onu, il progetto “Fame di Pace”

STAZZEMA/NEW YORK – “Fame di pace”: parte da Stazzema, il comune della Versilia vittima nella Seconda Guerra Mondiale di un efferato eccidio nazista, una iniziativa per puntare i riflettori sul dramma dei bambini  in fuga dalle guerre, costretti a fuggire in luoghi che non conoscono e che spesso non li vogliono accogliere. I bambini, prime vittime dei conflitti brutalmente trasportati da un mondo familiare e rassicurante a un mondo sconosciuto, fatto di privazioni, esclusione, paura, fame e violenza. Ne ha parlato a New York il sindaco Maurizio Verona. L’idea e’ di una mostra al Palazzo di Vetro nel 2016 coinvolgendo altri Paesi del mondo tra cui alcuni africani che conoscono purtroppo bene il dramma della guerra.

Talvolta i bambini divengono non solo vittime, ma strumenti di guerra allorché vengono arruolati e sfruttati, privandoli della loro giovane età. La Convenzione sui diritti dell’infanzia sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati stabilisce che nessun minorenne può essere impiegato direttamente alle ostilità, nonché essere arruolato obbligatoriamente. Ciò accade da sempre, oggi come nel 1944 quando a Sant’Anna di Stazzema decine di bambini e bambine, ragazzi e ragazzi furono brutalmente uccisi, ed altri persero padri, madri, fratelli, compagni di giochi.

1Verona_StazzemaIl Progetto del sindaco prevede la creazione di un archivio delle voci dei bambini in fuga dalla guerra e una mostra fotografica che ne raccolga i volti per gridare la loro esistenza e il loro diritto ad esistere ed ad essere ricordati, ma soprattutto il loro diritto ad un futuro migliore in cui poter conoscere i benefici della pace. A New York – ha detto Verona – l’ambasciatore Sebastiano Cardi ha apprezzato moltissimo l’idea, manifestando al sindaco ’la disponibilità della rappresentanza italiana a valorizzarla.

“I bambini oggi come nel 1944 sono le prime vittime della guerra e della violenza”, ha detto il sindaco: “Spesso sono costretti a divenirne protagonisti allorché vengono armati, strappati alle famiglie e abituati alla violenza e all’odio come unico modo di interagire con i propri simili. Ci è piaciuto accostare nella redazione del progetto l’immagine del girotondo dei bambini di Sant’Anna di Stazzema che sarebbero stati uccisi pochi giorni dopo negli stessi luoghi in cui è stata scattata quella fotografia, e il girotondo di un campo profughi in un qualsiasi paese africano dilaniato da un conflitto, a significare che oggi come allora la violenza si abbatte laddove i bambini sono capaci di un grande gesto di speranza e di vita come potrebbe essere un gioco”. (21 dicembre 2014)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts