Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Maro’: Terzi, portare caso in Consiglio Sicurezza

ROMA – Il caso dei due Maro’ in Consiglio di Sicurezza, in un dibattito sul contrasto alla pirateria? Nei corridoi del G20 di Brisbane il presidente del Consiglio Matteo Renzi ebbe “una potenzialità enorme di risolvere il pasticcio” dei due Maro’ in un incontro con il nuovo premier indiano Narendra Modi: “Si sarebbe dovuto decidere di sollevare la questione in Consiglio”, ha detto in un’intervista con Quotidiano Nazionale l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi.

Un ex ambasciatore a Washington e alle Nazioni Unite, Terzi osserva che “la lotta alla pirateria è all’ordine del giorno del Consiglio almeno ogni due o tre mesi. In ogni caso l’Italia potrebbe chiedere una discussione dopo un’azione preparatoria con i paesi nostri amici, gli Usa per esempio. Come si fa la lotta alla pirateria senza l’immunità funzionale ai militari che vi partecipano?”, ha detto l’ex ministro che ha ha lasciato la Farnesina il 26 marzo dell’anno scorso quando si decise di rimandare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India.

L’ex titolare della Farnesina ripete oggi che quella decisione fu presa sulla spinta di interessi economici. “Lo disse chiaramente il presidente del consiglio Mario Monti nel suo intervento del 27 marzo. Cambiammo una posizione enunciata a tutto il mondo con i comunicati dell’11 e del 18 marzo 2013. Furono infatti gli indiani a violare gli affidavit. La Corte Suprema di Nuova Delhi aveva detto che i due paesi dovevano avviare consultazioni sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto Marittimo, in sigla Unclos, articolo 100. Noi eravamo disponibili. L’India disse che non se ne discuteva neppure”.

Terzi racconta di aver  informato il segretario generale del Palazzo di Vetro Ban Ki moon a Londra a margine della conferenza sulla Somalia, 8 o 9 giorni dopo il sequestro dei fucilieri. “Fu una trappola nella quale caddero la squadra navale e il comando operativo interforze che autorizzarono la Lexie ad andare a Kochi. Fui informato dalla difesa solo 5 o 6 ore dopo”, ha detto l’ex ministro aggiungendo che “non si è mai capito il motivo del ritardo”.

Ban a Londra gli disse che “la questione deve essere risolta secondo il diritto internazionale. Me lo ha ripetuto almeno venti volte”. La Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto Marittimo “prevede una procedura di 30 giorni per avere misure cautelari, ossia l’affidamento dei marò a un Paese terzo, fino alla decisione della corte di Amburgo sul merito, in due o tre mesi. Su questa base a metà marzo avevamo deciso di trattenere Latorre e Girone in Italia. Invece poi per un anno e mezzo non si è fatto nulla per non smentire l’operato di Monti. La cosa si è trascinata fino al governo di Renzi. È un motivo politico. Il progetto di internazionalizzazione è finito”. (27 dicembre 2014)

 

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts