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Apriti Sesamo: con aiuto Italia, scienza amica tra nemici Medioriente

(Alessandra Baldini)

AMMAN – Tra crescenti tensioni politiche in una delle regioni piu’ fragili del mondo sta prendendo corpo un progetto scientifico che mette la scienza al servizio della diplomazia. L’iniziativa per la costruzione in Giordania di un sincrotrone, installazione scientifica altamente sofisticata, ha l’appoggio dell’Italia, che contribuisce alla formazione degli scienziati e ne ha la direzione scientifica, e di una serie di Paesi storicamente ostili tra cui molti arabi, dell’Iran e di Israele.

Giorgio Paolucci

Giorgio Paolucci

Atomi per la pace su modello del CERN di Ginevra. Localizzato sulle colline a 20 chilometri a nord ovest di Amman il sincrotrone si chiama SESAME, come il “granello di sesamo” della Bibbia: il più piccolo tra i semi che tuttavia si trasforma in una pianta abbastanza grande da poter dare riparo agli uccelli. Ma la sigla si richiama anche alla famosa formula magica “Apriti sesamo”, il comando segreto per aprire la camera dei tesori nella favola di Ali Baba’. Nella realtà di oggi SESAME e’ anche l’acronimo per ‘Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East’. Il Progetto e’ rilevante, non solo dal punto di vista scientifico. E’ il primo del suo genere in Medioriente e tra i suoi Paesi membri ci sono Israele e Palestina, Iran, Turchia e Cipro (che non hanno relazioni diplomatiche), Pakistan, Giordania ed Egitto. L’Italia, tra i Paesi Osservatori, e’ impegnata molto attivamente grazie anche al contributo al ‘capital funding’ di quasi 2 milioni di Euro (che potrebbero diventare 5 milioni entro il 2017) e la partecipazione molto efficace da parte del Laboratorio Elettra di Trieste e dei Laboratori Nazionali di Frascati.

images-4Il finanziamento italiano è finalizzato al completamento della costruzione dell’acceleratore di particelle per la produzione della radiazione di sincrotrone e alla realizzazione di cosiddetti “fasci di luce” per l’utilizzo di questa radiazione. Secondo le attese, il finanziamento italiano sara’ rinnovato per ulteriori tre anni.

Un sincotrone in pratica e’ un gigantesco microscopio: ce ne sono una sessantina in tutto il mondo, per lo più in Paesi industrializzati, e SESAME e’ il primo in Medioriente. L’obiettivo di stimolare la ricerca avanzata nella regione e allo stesso tempo aprire una strada di dialogo era stata suggerita per la prima volta negli anni Novanta. Il modello era il CERN, l’acceleratore sovranazionale nato in Svizzera dopo la Seconda Guerra Mondiale per riunire l’esperienza di scienziati provenienti da paesi europei ex nemici. SESAME si propone di lanciare ponti di collaborazione scientifica attraverso la regione. “E’ un raggio di speranza per molti in questa regione che osano sperare in un miglioramento delle relazioni”, ha detto alla BBC Eliezer Rabinovici, fisico alla Hebrew University of Jerusalem, a cui ha teso la mano l’iraniano Mahmoud Tabrizchi della Isfahan University: “Ogni scienziato ha bisogno di strumenti con cui lavorare, ma costa molto comprare buoni strumenti. Questa macchina copre gran parte del fabbisogno degli scienziati in questa regione”.

In settembre per la prima volta in un Paese arabo un fascio di particelle e’ stato accelerato ad altissime energia. In Giordania all’inizio di dicembre c’e’ stato un altro punto di svolta: il progetto SESAME poggia ora su solide basi, sia dal punto di vista tecnico-scientifico che da quello finanziario, ed e’ ragionevole aspettarsi cheil sincrotrone entrera’ in funzione gia’ a partire dal 2016, ha detto Franco Porcelli, l’addetto scientifico dell’ambasciata italiana al Cairo e Delegato Italiano al SESAME Council, ricordando che dal primo gennaio 2104 Giorgio Paolucci del laboratorio Elettra ne ha assunto la direzione scientifica.

_64382902_64382901Il successo di settembre apre la strada verso l’obiettivo finale del Progetto SESAME, ovvero, l’utilizzo della radiazione di sincrotrone prodotta da un anello di elettroni di alta energia per svariate applicazioni, che vanno dalle scienze mediche e biologiche all’analisi dei materiali d’interesse per l’archeologia, l’elettronica, la geologia, le nanotecnologie. (14 gennaio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts