Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Italia all’Onu: societa’ più inclusive, imperativo morale per la pace

NEW YORK –  Dai programmi di cooperazione PRODERE in Centro America negli anni Novanta, ai corsi per funzionari dello stato, magistrati e avvocati in Afghanistan, a quelli del centro CoESPU di Vicenza mirati alle applicazioni pratiche del diritto umanitario per funzionari di polizia di Paesi asiatici e africani: per  l’Italia la promozione di societa’ inclusive e’ “un imperativo morale”, ha detto l’ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente d’Italia all’Onu, intervenendo in un dibattito del Consiglio di Sicurezza su “Sviluppo inclusivo per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”.

Il dibattito e’ stato aperto dal Segretario Generale Ban Ki moon e presieduto dalla presidente cilena Michelle Bachelet. Il Cile ha la presidenza di turno dei Quindici per il mese di gennaio.

Lambertini ha osservato che la promozione di societa’ inclusive e’ “un investimento strategico in termini di maggiore sicurezza, maggiore sviluppo economico, e istituzioni più forti”. E’ stata anche una costante dell’azione dell’Italia nei suoi programmi di cooperazione: grazie a PRODERE,  un progetto di sviluppo multidisciplinare per profughi, sfollati e rimpatriati, sono state assistiti negli anni Novanta  700 mila persone in sei Paesi centroamericani: Belize, Costa Rica, Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua.

Non si può pensare a una societa’ inclusiva senza parlare di minoranze: nelle molte crisi di questi giorni, spesso basate su fattori religiosi, tecnici e sociali, sono tra i gruppi più vulnerabili. Le vulnerabilità’ delle minoranze  in campo civile e politico in diverse situazioni sono d’altra parte aggravate dalle disparità socioeconomiche: Secondo l’Italia, “una risposta a questa sfida può essere l’inclusione delle minoranze nei processi decisionali”.

Lambertini ha quindi ricordato alcune iniziative a cui l’Italia ha dato il suo appoggio – i meccanismi delle Nazioni Unite volti ad offrire una tempestiva individuazione del rischio di atrocità di massa, ad esempio – e altre che vedono il nostro Paese protagonista nel campo della formazione professionale, ad esempio con i corsi di addestramento per funzionari dello stato, giudici e avvocati in Afghanistan e i programmi diretti dal 2005 dai Carabinieri del Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU) di Vicenza.

Ogni discussione sullo sviluppo inclusivo deve necessariamente concentrarsi sulle questioni di genere: l’Italia, che ha sostenuto fin dall’inizio l’adozione della risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza su ‘Donne, Pace e Sicurezza’, ha messo a punto progetti specifici per la sua attuazione in Afghanistan, Libano, Somalia e nei Territori Autonomi Palestinesi. (19 gennaio 2015)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts